22 ottobre 2021
Aggiornato 11:30
Tanti i nodi da sciogliere

A Bonn si prepara la strada per la Conferenza sul clima di Parigi

La cittadina tedesca ospita fino all'11 giugno delegazioni provenienti da 195 Paesi che si incontreranno per arrivare a un documento condiviso sui cambiamenti climatici. Intanto alla vigilia del summit del G7 di Elmau, migliaia di persone sono scese nelle strade e nelle piazze in più di 30 Stati per dimostrare pacificamente a favore della salvaguardia dell'ambiente e contro le fonti fossili

BERLINO – Da oggi all'11 giugno Bonn ospiterà delegazioni provenienti da 195 Paesi che si incontreranno per arrivare a un documento condiviso sui cambiamenti climatici, in vista della Conferenza sul clima di Parigi di dicembre.

UN PROGETTO AMBIZIOSO - I delegati discuteranno sulla base del testo di 80 pagine siglato a febbraio a Ginevra, contenente opzioni talvolta ridondanti e contraddittorie, sul quale è assolutamente necessario apportare tagli e chiarimenti. «Se verranno mantenute le sezioni più ambiziose (di quel testo) avremo un accordo che potrà promuovere una trasformazione globale verso un futuro verde, a basse emissioni, e sostenibile», ha affermato in un comunicato Mattias Södeberg, responsabile della delegazione di Act, una coalizione che riunisce le organizzazioni ambientaliste di 140 Paesi. Per arrivare a un consenso effettivo sulle regole che dovranno far da cornice alla lotta contro il riscaldamento climatico a partire dal 2020, tuttavia, «il cammino è ancora lungo», ha sottolineato l'economista britannico Nicholas Stern, fautore di una sterzata effettiva degli investimenti verso tecnologie e infrastrutture a basse emissioni di CO2.

TANTI I NODI DA SCIOGLIERE - Al centro dei negoziati vi sono dossier molto complessi: qual è l'obiettivo di riduzione dei gas a effetto serra di lungo termine per essere coerenti con un aumento globale delle temperature limitato a 2 gradi? Come chiedere un impegno serio a tutti i Paesi tenendo conto contemporaneamente dei bisogni energetici crescenti dei Paesi emergenti? Come formulare i parametri per gli aiuti infrastrutturali alle conseguenze dei cambiamenti climatici come siccità, innalzamento del livello del mare, eventi climatici estremi? Come verificare l'effettiva messa in opera delle politiche per diminuire le emissioni? Infine resta particolarmente spinosa la questione dei finanziamenti pubblici per ridurre i gas serra e per la risposta all'impatto del riscaldamento climatico, poiché molti Paesi, soprattutto quelli più poveri, esigono degli impegni, soprattutto finanziari, più forti da parte dei Paesi sviluppati. Su questo argomento si cimenterà anche il G7 in programma il 7 e l'8 giugno sempre in Germania.

IL PRIMO GLOBAL DAY OF ACTION - Intanto alla vigilia del summit del G7 di Elmau, migliaia di persone sono scese nelle strade e nelle piazze in più di 30 Paesi del mondo per dimostrare pacificamente a favore della salvaguardia del clima e contro le fonti fossili, chiedendo una rapida transizione verso un futuro energetico 100 per cento rinnovabile. In molte città del pianeta, così come sui social media e sul web, la richiesta ai leader globali è stata univoca: servono politiche mirate per superare l'era delle fonti fossili e del nucleare, per preservare la biodiversità e la salute del Pianeta, per sostenere energie pulite come il solare e l'eolico, ha scritto Greenpeace. Questo Global Day of Action è il primo di una serie di tre appuntamenti previsti da qui a fine anno, quando si terrà la Conferenza delle Parti di Parigi, che potrebbe segnare la storico traguardo di un nuovo accordo mondiale sui cambiamenti climatici. È anche il risultato dell'impegno congiunto di movimenti e organizzazioni come Coalition Climat 21, CAN, 350.org, Avaaz, Friends of the Earth, WWF.

GREENPEACE, FUTURO 100% RINNOVABILE - Per questa mobilitazione Greenpeace ha adottato lo slogan #GetupAnd - un esplicito invito ad agire in prima persona - raccogliendo l'adesione di tutti coloro che, da una parte all'altra del globo, hanno coraggiosamente deciso di battersi contro le fonti fossili che distruggono il clima, inquinano l'aria che respiriamo, danneggiano gli ecosistemi. «Questa iniziativa segna la nascita di un movimento globale che in vista del vertice di Parigi si impegna a fare pressione su leader politici ed economici per chiedere un futuro 100 per cento rinnovabile» ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

LE CONTRADDIZIONI ITALIANE - «Con i nostri flash mob in 24 città italiane, da nord a sud della penisola, vogliamo suonare la sveglia al governo e all'opinione pubblica: dobbiamo agire ora, per garantire che l'appuntamento di Parigi sia utile, cioè capace di portare a un accordo globale vincolante sulla riduzione delle emissioni di gas serra e a una rapida transizione energetica verso le rinnovabili», ha aggiunto Boraschi. Secondo Greenpeace, la linea adottata dal governo italiano è palesemente contraddittoria. A fronte di molti proclami e iniziative - come gli Stati Generali del Clima che si terranno a Roma il prossimo 22 giugno - l'indirizzo concreto è quello di cercare di sfruttare le misere riserve petrolifere del Paese, in mare e a terra, in barba a ogni impegno di riduzione delle emissioni. Nel frattempo si continua a penalizzare la crescita delle energie pulite e a non fare nulla per superare in fretta l'uso del carbone.

LE RESPONSABILITA' DEL G7 - «Domenica e lunedì prossimi le sette grandi potenze industriali del pianeta terranno un summit in Germania. Queste nazioni sono oggi responsabili del 30 per cento della produzione di energia con il carbone, e del 60 per cento di quella con il nucleare. Sono inoltre i maggiori emettitori di CO2. Angela Merkel, attuale presidente del G7, ha dichiarato che i cambiamenti climatici sono uno degli argomenti chiave del summit. Greenpeace ritiene che il G7 abbia la principale responsabilità, politica e morale, di garantire una transizione energetica rapida e radicale, per garantire che il clima non venga alterato definitivamente oltre le soglie di sicurezza indicate dalla scienza». Il secondo e il terzo Global Day of Action verso Parigi si terranno rispettivamente il 26 settembre e il 29 novembre.