Industria alimentare

Ferrero in Russia, globale ma locale

La Ferrero Russia è già la quarta azienda del gruppo di Alba. Finora l'investimento nella Federazione per il progetto della fabbrica di Vladimir (a 158 km da Mosca) ha già superato i 250 milioni di euro. Il driver: «integrarsi con il tessuto industriale locale»

MOSCA (askanews) - Globali ma locali. Il (dolce) segreto di Ferrero, il cui successo in Russia continua, nonostante tempi economici non semplici, è nella capacità di inserirsi e «integrarsi con il tessuto industriale locale». Lo spiega in un colloquio con askanews Massimiliano Paoleschi, CFO Ferrero Russia, Ucraina, Kazakistan, Bielorussia. Il manager rappresentava oggi il gruppo di Alba al Forum economico di Vladimir, località russa dove si trova un impianto di produzione per Raffaello, Kinder Sorpresa e altri prodotti. Una realtà industriale molto significativa per la regione, che sorge su 42 ettari di terreno con possibilità di ulteriore espansione.

In russo si dice «v shokolade», ossia nella cioccolata, quando tutto va bene. E per Ferrero spesso è stato così, ma ovviamente nulla cade dal cielo. Il gruppo è presente in Russia da più di venti anni e secondo Paoleschi «i consumatori russi hanno subito dimostrato un grande interesse e apprezzamento per i nostri prodotti. Oggi siamo in Russia una realtà industriale e commerciale importante, con circa 600 milioni di euro di fatturato, e detieniamo la seconda quota di mercato nel settore confectionary di riferimento. È importante continuare a crescere in maniera sostenibile, in linea con le strategie di Corporate social responsability del nostro gruppo». Politiche che saranno presentate all'Expo 2015 dove Ferrerò è un partner ufficiale.

La Ferrero Russia è già la quarta azienda del gruppo di Alba. Finora l'investimento nella Federazione per il progetto della fabbrica di Vladimir (a 158 km da Mosca) ha già superato i 250 milioni di euro. Attualmente il valore produttivo di Ferrero in Russia è pari a 33.000 tonnellate di prodotto all'anno. La fabbrica ha creato 1.500 posti di lavoro. Vendite annuali 22,6 miliardi di rubli (391 milioni di euro, in base ai dati dell'agosto 2013). E la Russia resta un mercato importante, a partire dal centro produttivo di Vladimir.

Uno dei driver seguiti al momento è l'integrazione con il tessuto industriale locale. «Ecco perché - continua il manager - il forum di oggi dedicato allo sviluppo delle infrastrutture e delle attività industriali della regione di Vladimir è importante per noi: lavorare all'interno di un tessuto industriale efficente e dinamico, ci consente di crescere in maniera più sostenibile, aiutando i fornitori locali a svilupparsi secondo standard internazionali di qualità e, di conseguenza, riducendo il volume delle importazioni che servono ad alimentare la propria produzione».

La politica industriale della Russia in passato «ha fatto sì che oggi, molta della domanda per prodotti finiti o materie prime o semilavorati, sia soddisfatta tramite l'importazione. Ma oggi notiamo un cambiamento di direzione, da parte del governo e delle amministrazioni locali, nonchè il desiderio di sviluppare produzioni locali che possano soddisfare questa domanda». Il settore offre «grandi opportunità, sia per imprenditori russi che per aziende internazionali che vogliono venire in Russia a sviluppare il loro business».