21 settembre 2020
Aggiornato 09:00
Industria alimentare | Nomine

Scordamaglia presidente di Federalimentare

Succederà a Filippo Ferrua Magliani a partire dal 1 gennaio 2015. Scordamaglia, 48 anni, sposato con due figli, dal 2006 è amministratore delegato di Inalca Spa, Gruppo Cremonini, società leader in Europa nelle carni bovine e presente in 40 Paesi, con 4000 dipendenti e 1,6 miliardi di fatturato.

ROMA - L'assemblea di Federalimentare ha eletto Luigi Scordamaglia alla Presidenza della Federazione per il quadriennio 2015-2018. Scordamaglia succederà a Filippo Ferrua Magliani a partire dal 1 gennaio 2015.
Scordamaglia, 48 anni, sposato con due figli, dal 2006 è amministratore delegato di Inalca Spa, Gruppo Cremonini, società leader in Europa nelle carni bovine e presente in 40 Paesi, con 4000 dipendenti e 1,6 miliardi di fatturato.

FERRUA: OPPORTUNITÀ EXPO - «E' stato un quadriennio difficile - ha dichiarato Ferrua - caratterizzato da una crisi economica senza precedenti dal dopoguerra che ha colpito duramente anche un settore tradizionalmente anticiclico come quello alimentare. E' diminuita la produzione, sono crollati i consumi, solo l'export ha tenuto grazie alla forza del Made in Italy. Un contesto esterno che ha reso necessario operare sull'emergenza piuttosto che sullo sviluppo organizzativo della Federazione; penso che la nuova Presidenza saprà cogliere il momento dell'auspicata ripartenza del Paese per avviare un processo di crescita federativa a cominciare dalla straordinaria opportunità, che lascio in eredità, della partecipazione all"Expo con un Padiglione Federalimentare per ospitare le eccellenze del sistema industriale alimentare italiano».

LA STRATEGIA DI SCORDAMAGLIA - Nel ringraziare per la fiducia accordatagli, il neo Presidente Scordamaglia ha assicurato che «tutti i suoi sforzi saranno finalizzati a ridare centralità, rilevanza e visibilità all'industria alimentare italiana come asse portante della nostra economia e motore di rilancio del nostro Paese. La nostra Federazione, afferma Scordamaglia, dovrà essere percepita come organizzazione di rappresentanza unica ed unitaria dell'industria alimentare, quasi un emblema, un marchio identificativo in cui far riconoscere con orgoglio i tanti imprenditori che hanno contribuito alla straordinaria immagine che il food and beverage made in Italy ha nel mondo».
«Per quanto riguarda l'attività della nostra Federazione - conclude Scordamaglia - non è più tempo di disperdersi su mille attività: pochi, chiari e condivisi devono essere gli elementi su cui concentrarsi: rappresentare con orgoglio e determinazione il nostro mondo industriale nei confronti delle istituzioni, comunicare incessantemente l'enorme valore aggiunto che l'alimentare italiano rappresenta per questo Paese, partecipare attivamente al sempre più importante processo di internazionalizzazione delle nostre aziende, essere punto di riferimento concreto ma realistico nelle relazioni industriali».