24 ottobre 2019
Aggiornato 07:00
Descalzi a Grillo: «Non si può dire che deprediamo i Paesi dove operiamo»

Marcegaglia: Eni ha fatto le scelte giuste «prima degli altri»

La presidentessa del Cane a sei zampe ha difeso il nuovo piano industriale, in cui il gruppo ha deciso di tagliare il dividendo 2015 a 0,80 euro dagli 1,12 euro distribuito per il 2014.

ROMA – Eni ha fatto le scelte giuste «prima degli altri» con il nuovo piano industriale, in cui il gruppo ha deciso di tagliare il dividendo 2015 a 0,80 euro dagli 1,12 euro distribuito per il 2014. Ha esordito così la presidentessa del colosso energetico italiano, Emma Marcegaglia, durante l'assemblea degli azionisti (Tesoro 4,34%, Cassa depositi e prestiti 25,76%, People Bank of China con il 2,531%).

SCELTE CORAGGIOSE MA NECESSARIE - «Lo scenario energetico - ha detto Marcegaglia - è cambiato radicalmente con il barile che da 100 dollari è sceso a 50-60 dollari, attorno ai livelli minimi degli ultimi anni. Un calo molto forte e non previsto che però non deve spaventare aziende sane e solide che si concentrano sul proprio core business e ristrutturano i settori critici». La presidentessa di Eni ha aggiunto: «Noi abbiamo fatto scelte giuste prima degli altri. La strategia definita dal nuovo cda apre una nuova era per Eni e la società sta raggiungendo gli obiettivi prefissati prima dei tempi previsti: con il taglio del dividendo è stata presa una scelta coraggiosa, molto discussa nel Consiglio e alla fine è stata presa una decisione all'unanimità con trasparenza. Una scelta apprezzata dal mercato. Siamo consapevoli del sacrificio ma si tratta di una decisione importante per assicurare il futuro di Eni». Marcegaglia ha difeso il nuovo consiglio di amministrazione del gruppo che «ha preso rapidamente coscienza del proprio ruolo e ha fatto scelte che segnano una chiara discontinuità rispetto al passato, non solo sulle strategie ma anche sulla governance».

LE QUESTIONI LEGALI IN NIGERIA E ALGERIA - Quanto alle questioni ancora aperte per Eni, la presidentessa ha chiarito che sul blocco Opl 245 in Nigeria «allo stato non si evidenziano illeciti penali», facendo riferimento a un'indagine condotta da uno studio legale americano indipendente incaricato dal collegio sindacale di Eni e dall'organismo di vigilanza sul comportamento della società nella vicenda dell'acquisizione del blocco Opl 245 su cui è in corso un'indagine della magistratura e in cui sono indagati l'attuale ad, Claudio Descalzi e il precedente, Paolo Scaroni. Per l'indagine sulle presunte tangenti in Algeria invece «non è stato disposto il rinvio a giudizio di nessuno degli indagati», ha spiegato la presidentessa. Quanto poi alla introduzione di una clausola di onorabilità invocata dal leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, la Marcegaglia ha spiegato che «la legge prevede che gli amministratori delle società quotate devono rispettare precisi requisiti di onorabilità. La clausola etica del Mef dello scorso anno all'assemble dei soci, con termini ulteriormente restrittivi, non è stata approvata. Se l'azionista dovesse riproporla si vedrà».

FUTURO IN GAS E RINNOVABILI - Poi ha preso la parola Descalzi, che ha sottolineato la solidità del piano industriale di Eni: «Il 90% dei progetti è già stato selezionato e l'84% dei progetti è operato da noi». Parlando del prezzo del greggio ha spiegato che a «63 dollari abbiamo un aumento del cash flow del 25% in 4 anni. Se arriviamo a 85 dollari avremo un aumento importante di 15 punti con un aumento della cassa del 40%». L'ad ha poi spiegato che per il prossimo futuro Eni sta guardando al gas e alle rinnovabili, soprattutto alla luce della riduzione delle emissioni. «Noi abbiamo già lavorato con progetti sperimentali in Africa nel fotovoltaico e con Mit con progetti triennali di 50 mln. Siamo impegnati - ha chiarito - in studi sulle rinnovabili: energia solare e biomasse. Sono investimenti che faremo nel futuro perché, con la riduzione delle emissioni, siamo convinti che gas e rinnovabili rappresentano futuro dell'energia. Siamo impegnati e lo siamo anche sulle batterie con progetti negli Usa», ha aggiunto.

LA REPLICA A GRILLO - Nel finale anche Descalzi ha voluto rispondere a Grillo, dicendo che chi come lui afferma che Eni depreda i Paesi in cui è presente lo dice senza conoscere l'azienda. «Questo non si può dire. Non si può dire che deprediamo. É l'opposto. Lo dice solo chi non conosce la nostra società. Questo non si può dire», ha scandito Descalzi infervorato e scusandosi per i toni. A Grillo che ha detto che «noi deprediamo le comunità in cui viviamo», ha detto Descalzi, «vorrei dedicare due minuti. È un'affermazione molto importante, all'opposto di quello che siamo». Eni «è partita da lontano ma è arrivata molto dopo gli altri. Siamo riusciti ad andare in Africa e negli ultimi 15 anni siamo diventati i primi. Siamo una società africana. Abbiamo rispetto per queste persone e capacità di integrarci. Noi viviamo con loro. Siamo i primi che invece di produrre per esportare, e abbiamo incominciato in Libia, Nigeria, Congo e ora lo faremo in Mozambico, il gas lo sviluppiamo per la parte domestica. Investiamo soldi investendo in un'area in cui apparentemente non c'entriamo ma per farci accettare. Abbiamo tanti espatriati, in Egitto, in Nigeria, Algeria, ma abbiamo direttori generali locali, e questo è rispetto per le comunità locali. Investiamo decine di milioni all'anno per educazione, know how e sanità».