16 dicembre 2019
Aggiornato 03:30
Expo 2015

Inaugurato il Villaggio di Save the Children

Inaugurato oggi ad Expo 2015 il Villaggio Save the Children, alla presenza del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, di rappresentanti delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea, del Parlamento Italiano, di 'Save the Children e dei partner dell'Organizzazione che hanno deciso di affiancarla nello sfidante progetto per Expo.

Roma (askanews) - Inaugurato oggi ad Expo 2015 il Villaggio Save the Children, alla presenza del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, di rappresentanti delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea, del Parlamento Italiano, di 'Save the Children e dei partner dell'Organizzazione che hanno deciso di affiancarla nello sfidante progetto per Expo. E il messaggio 'Be the Change', essere motori del cambiamento per 3 milioni di bambini che ogni anno muoiono per cause correlate alla malnutrizione e per i 200 milioni che ne soffrono, che è la 'chiamata' che l'Organizzazione rivolge a tutti i visitatori dell'Esposizione Universale, è volato alto anche attraverso la toccante performance artistica del Maestro Giovanni Allevi.

Giovanni Allevi ambasciatore di Save The Children
Il compositore, pianista e direttore d'orchestra, Ambasciatore di Save the Children, ha eseguito proprie composizioni tratte dall'album Love, inno all'amore e alla vita, dedicate in particolare a tutti quei bambini che vivono in paesi in via di sviluppo o contesti d'emergenza, che quotidianamente vedono negato un loro diritto primario, il diritto al cibo. Emozionante il reading dell'attrice Anna Foglietta, testimonial dell'Organizzazione, che immedesimandosi in una mamma nepalese, ha voluto rendere omaggio alle madri e alla loro battaglia quotidiana per garantire la nutrizione e la crescita in salute dei loro bambini.'Negli ultimi 25 anni si sono fatti dei progressi nella lotta alla mortalità e malnutrizione infantile. Però moltissimo resta da fare. Il 2015 è un anno chiave perché le Nazioni Unite stabiliranno i cosiddetti 'nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile' che impegneranno gli Stati e tutti noi a costruire, entro il 2030, un mondo in cui povertà, disuguaglianze siano state annullate. Save the Children intende contribuire appieno e siamo certi che Expo sia un'occasione per coinvolgere ancora più persone, istituzioni, aziende in uno straordinario sforzo per far sì che nessun bambino debba più morire per cause prevenibili o perché consumato dalla malnutrizione', dichiara Claudio Tesauro Presidente Save the Children Italia.

L'Indice delle madri premia la Norvegia
In occasione dell'inaugurazione del Villaggio, Save the Children - l'Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini e difendere i loro diritti - ha diffuso 16° rapporto sullo Stato delle Madri del Mondo, la pubblicazione contenente l'Indice delle Madri, cioè una classifica del benessere materno-infantile relativa a 179 paesi , che quest'anno vede in testa alla classifica la Norvegia, il paese più a misura di madri e bambini e che presenta i valori migliori in tutti gli indicatori utilizzati. Seguono: Finlandia, Islanda, Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Spagna, Germania, Australia, Belgio. Al polo opposto la Somalia, il peggiore luogo al mondo per madri e bambini, preceduta da Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centroafricana, Mali, Niger, Gambia, Costa d'Avorio, Chad, Guinea Bissau, Haiti e Sierra Leone. L'Italia è al 12°, in flessione di una posizione rispetto allo scorso anno.

Il dramma dello svantaggio urbano
Il Rapporto, inoltre, quest'anno propone come focus 'Lo svantaggio urbano', cioè l'enorme divario fra i bambini più poveri delle città e i più ricchi, in termini di sopravvivenza e accesso alla salute, insieme alle loro madri. Il rapporto fornisce un'analisi relativa a 47 città del nord e del sud del mondo che mette a confronto il quintile più povero della popolazione con quello più ricco ed è basata sulla comparazione dei dati relativi alla salute materno-infantile e alla malnutrizione, e un ulteriore approfondimento relativo anche ai tassi di mortalità infantile nei contesti urbani di 36 paesi in via di sviluppo. 'Nella lotta alla mortalità e malnutrizione infantile c'è un nuovo fronte aperto, che è quello delle aree urbane, dove si trasferiscono, dalle campagne, sempre più famiglie nella speranza di assicurare migliori condizioni di vita ai propri figli. Ben il 54% della popolazione mondiale vi vive attualmente e la percentuale è destinata a toccare il 66% entro il 2050. E solo negli slum, vivono oggi ben 860 milioni di adulti e minori', sottolinea Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia. 'Molte città non sono in grado di stare al passo con questa crescita tumultuosa, lasciando milioni di madri e bambini vulnerabili senza accesso a servizi sanitari di base, all'acqua potabile e al cibo di cui hanno bisogno per sopravvivere e rimanere in salute. Una condizione di 'svantaggio' che reclama interventi e azioni mirate'.

I bambini  più poveri delle città africane sono quelli maggiormente a rischio
I bambini più poveri delle città di Africa, Asia e America infatti sono almeno 2 volte più a rischio di morire entro i 5 anni, per cause banali e prevenibili, rispetto ai bambini più benestanti che vivono nelle aree urbane. In particolare in 11 paesi - Bangladesh, Cambogia, Ghana, India, Kenya, Madagascar, Nigeria, Perù, Ruanda,Vietnam e Zimbabwe - il rischio è ancora superiore: in Cambogia e Ruanda è quasi 5 volte maggiore, in Kenya 4 e nello slum della sua capitale Nairobi, la mortalità materna è 45 punti percentuali sopra quella media del paese e delle aree rurali. Uno 'svantaggio' nella sopravvivenza infantile e materna che va di pari passo con un analogo gap nella salute e nutrizione di tanti bambini e delle loro madri: in alcune città quali Dacca (Bangladesh) Deli (India), Distrito Central (Honduras), Addis Abeba (Etiopia) e Kigali (Ruanda), il tasso di malnutrizione cronica nei bambini più poveri è maggiore dai 29 ai 39 punti percentuali rispetto a quelli più ricchi. In Bangladesh dove il 62% della popolazione vive in squallide periferie, il rischio di non arrivare a 5 anni è 3 volte superiore per i bambini più poveri; più del 50% dei piccoli che abitano gli slum soffre di malnutrizione cronica, a fronte del 13% di coloro che non vi vivono; guardando alla condizione delle madri, nella capitale Dacca, appena l'11% di quelle incinta ha la possibilità di fare le visite pre-natali raccomandate a fronte del 77% delle donne più benestanti; e solo il 6% di donne partorisce alla presenza di un operatore specializzato a fronte del 77% delle madri agiate. Anche a Deli, in India, sono malnutriti più della metà (58%) di bambini del quintile più povero rispetto al 20% del quintile più ricco; solo il 27 % di donne fa le necessarie visite pre-parto, a fronte del 93% delle mamme benestanti e il 56% dei bambini è vaccinato per il morbillo a fronte del 98% dei coetanei benestanti.