25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Dalla local tax alle politiche per il Mezzogiorno

Def: Ecco cosa chiede la maggioranza

Le proposte della maggioranza nella risoluzione sul Def, che sarà approvata dall'Aula della Camera: riduzione della spesa pubblica (ma tutelando i servizi sociali), politiche per il Sud, un sostegno al credito coadiuvando il QE, e una local tax finalmente definitiva.

Roma (askanews) - Ecco le proposte della maggioranza nella risoluzione sul Def, che sarà approvata dall'Aula della Camera: riduzione della spesa pubblica (ma tutelando i servizi sociali), politiche per il Sud, un sostegno al credito coadiuvando il QE, e una local tax finalmente definitiva.

Serve una local tax definitiva
Occorre realizzare una «definitiva revisione del sistema di tassazione locale sugli immobili, senza associarle alcun obiettivo di aumento del volume complessivo del relativo gettito in termini macroeconomici, dando stabilità a un settore che costituisce uno snodo strategico nei rapporti tra cittadini e fisco e che ha conosciuto troppe modifiche nel corso degli ultimi anni». Così la maggioranza nella risoluzione sul Def che sarà approvata dall'Aula della Camera. Obiettivo dovrà essere quello di perseguire «gli obiettivi prioritari di semplificazione del quadro dei tributi locali sugli immobili, certezza ai comuni circa le risorse derivanti da tale fonte di entrata e responsabilizzazione nelle loro scelte di politica tributaria in tale campo; in tale contesto, a rivedere l'imposta municipale sui terreni agricoli, estendendo l'ambito di esenzione a quelli siti in aree svantaggiate e tenendo conto dell'effettiva redditività dei terreni». Nella risoluzione anche l'impegno per l'esecutivo «a proseguire e a rafforzare, nei limiti delle compatibilità finanziarie, il percorso di sostegno e rilancio dei programmi di investimento degli enti locali considerando anche l'importante volano di sviluppo rappresentato dalle piccole e medie opere rapidamente cantierabili" e "a garantire agli enti locali una reale autonomia, continuando il percorso per il superamento del patto di stabilità interno».

Riduzione della spesa pubblica, ma tutelando i servizi sociali
La maggioranza chiede anche che si vada avanti sulla riduzione della spesa pubblica ma assicurando che i tagli siano selettivi per 'salvare' il sistema di protezione sociale e la qualità dei servizi. E via libera al riordino delle tax expenditure puerché rivolto «esclusivamente a quelle non giustificate da esigenze sociali o economiche o che costituiscono una duplicazione». Il governo si impegna «a neutralizzare l'entrata in vigore delle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle due precedenti leggi di stabilità attraverso i maggiori spazi finanziari derivanti dalla citata clausola sulle riforme, pari a 0,4 punti percentuali di Pil, e misure di revisione della spesa pubblica e delle agevolazioni fiscali per un ammontare pari a 0,6 punti di PIL nel 2016, assicurando comunque che le riduzioni di spesa siano operate selettivamente salvaguardando comunque l'efficienza e l'efficacia del sistema di protezione sociale e la qualità dei servizi ai cittadini, e che la revisione delle agevolazioni fiscali sia rivolta esclusivamente a quelle non giustificate da esigenze sociali o economiche o che costituiscono una duplicazione, salvaguardando in ogni caso la tutela dei redditi da lavoro dipendente e autonomo, dei redditi di imprese minori e dei redditi di pensione».

Politiche per il Mezzogiorno
Dal governo deve arrivare maggiore attenzione al Sud affinché si possa superare il gap con le altre aree del Paese e quindi occorre un utilizzo «più efficiente e rapido» delle risorse dei fondi strutturali con un occhio particolare ai progetti. E' quanto chiede ancora la maggioranza nella risoluzione sul Def che sarà votata dall'Aula della Camera. Il governo si impegna «a dedicare specifica attenzione al rilancio delle aree sottoutilizzate, segnatamente nel Mezzogiorno, in considerazione del fatto che il differenziale di livello di sviluppo che caratterizza le zone del Centro-Nord rispetto a quelle del Meridione costituisce un elemento di debolezza intrinseco che deve essere superato, con un più efficiente e rapido utilizzo delle risorse dei fondi strutturali attraverso la predisposizione di interventi volti a rafforzare la capacità progettuale, la trasparenza nelle procedure, la governance e i processi di valutazione ex-ante ed ex-post dei progetti».

Coadiuvare il QE con la politica economica nazionale
Il governo deve anche adoperarsi affinché il Qe lanciato dalla Bce sia l'occasione per riaprire i rubinetti del credito a favore di famiglie e imprese. E quindi anche prevedere misure di smaltimento dei crediti deteriorati sui bilanci delle banche.  Il governo, si legge, deve «adoperarsi affinché il quantitative easing della BCE rappresenti una occasione per la piena ripresa del credito per cittadini e imprese e per tale via di decisa ripresa dei consumi e degli investimenti; a tal fine, a favorire misure per lo smaltimento dei crediti deteriorati che gravano sui bilanci delle banche italiane e rendono più costosa e difficile la trasmissione all'economia reale della liquidità monetaria creata dagli acquisti della Bce».