18 agosto 2019
Aggiornato 23:30
Le stime del FMI

«La crescita resterà sotto i livelli pre-crisi»

Lo sostiene il Fondo monetario internazionale nel capitolo tre del World Economic Outlook, il rapporto sull'economia globale pubblicato dall'istituto di Washington in vista degli Spring Meetings in calendario a metà mese.

NEW YORK (askanews) - Nelle economia avanzate, il potenziale di crescita probabilmente aumenterà leggermente rispetto ai tassi attuali ma rimarrà sotto quelli pre-crisi nel medio termine. Nelle economie emergenti invece quel potenziale rallenterà ulteriormente. Lo sostiene il Fondo monetario internazionale nel capitolo tre del World Economic Outlook, il rapporto sull'economia globale pubblicato dall'istituto di Washington in vista degli Spring Meetings in calendario a metà mese.

Nel capitolo analitico intitolato «Where are we headed? Perspectives on potential output», si legge che «il potenziale di crescita nelle economie avanzate è previsto aumentare leggermente, da una media di circa l'1,3% nel periodo 2008-2014 all'1,6% tra il 2015 e il 2020. Questa crescita è ben al di sotto dei tassi pre-crisi (2,25% nell'arco temporale 2001-2007)» e deriva in parte dall'effetto negativo dato da fattori demografici e dalla lenta ripresa della crescita di capitale.

Nelle economie emergenti invece un mix di fattori come «invecchiamento della popolazione, freni strutturali alla crescita di capitale e un'espansione più lenta dell'output porteranno», secondo il Fondo, a un potenziale di crescita del 5,2% tra il 2015 e il 2020 dal 6,5% circa del periodo 2008-2014.

Questo quadro, si legge del documento, «solleva nuove sfide sul fronte delle politiche» perché «nelle economie sia emergenti sia avanzate un potenziale di crescita più basso renderà più difficile il mantenimento della sostenibilità fiscale». L'istituto di Washington sostiene che «l'innalzamento dell'output potenziale deve essere una priorità». Nelle economie avanzate, «è necessario un sostegno continuo alla domanda». Riforme strutturali e un maggiore sostegno a ricerca e sviluppo «sono cruciali per aumentare innovazione e offerta». Nelle economie emergenti, l'Fmi chiede invece «più spese infrastrutturali e riforme strutturali che sia dirette a migliorare le condizioni di business e dei mercati dei prodotti alimentando l'accumulo di capitale umano».