9 agosto 2022
Aggiornato 18:30
L'UE ha aperto procedura di infrazione

Da settembre bollette elettriche più trasparenti, non i contatori

Fra 5 mesi le società energetiche ci forniranno più informazioni sui consumi, soprattutto riguardo la voce «oneri di sistema», ma c'è il rischio che gli utenti paghino più del dovuto. Gli apparecchi Enel non sono omologati e nessun ente terzo alla società ne ha mai verificato la loro conformità alle norme italiane ed europee. La denuncia è arrivata da un'interrogazione del M5s.

ROMA – Da settembre le bollette dell'energia elettrica sarà più trasparente e conterrà maggiori informazioni sulla voce «oneri di sistema», ma c'è il rischio che gli utenti paghino più del dovuto. I contatori installati da Enel infatti non sono omologati e nessun ente terzo alla società ne ha mai verificato la loro conformità alle norme italiane ed europee. La denuncia è arrivata da un'interrogazione del Movimento 5 stelle a prima firma di Davide Crippa.

OMOLOGAZIONE E CERTIFICAZIONE OBBLIGATORIA DA 2007 - I pentastellati hanno ricordato che «nessuno degli enti preposti ha mai verificato la conformità normativa dei contatori elettrici che misurano il consumo di energia e l'Autorità per l'Energia elettrica il gas ed il sistema idrico, fino ad oggi, si concentrata esclusivamente sul modo di gestire il dato di consumo e di riportarlo in bolletta, tralasciando però la verifica della generazione di quel dato con il misuratore. Sembrerebbe proprio ma delle più grandi falle nel sistema elettrico italiano, quasi 40 milioni di misuratori che non sono mai stati certificati da un ente terzo indipendente». Una certificazione però dovrebbe esserci, in quanto dal 2007 l'Italia ha recepito, con un ritardo di tre anni, la direttiva europea su «gli usi filali di energia, l'efficienza e i servizi energetici» (Mid - measurement instruments directive) che impone omologazione e certificazione. Secondo la norma ogni strumento che eroga e elettricità ai consumatori deve avere una marcatura che ne attesti non tanto il corretto funzionamento, quanto che quel contatore sia identico al modello depositato presso l'ente notificatore europeo prescelto (l'olandese Nmi e l'italiana Iqf, entrambi iscritti al Nando, la Gazzetta Ufficiale degli enti notificatori).

L'UE APRE PROCEDURA DI INFRAZIONE - Gli esponenti del M5s hanno quindi spiegato che hanno già sottoposto «attraverso interrogazioni al ministero dello Sviluppo economico la problematica dei controlli metrologici dei contatori elettrici», come ad esempio nel 2013. In quel frangente il Mise aveva riconosciuto che Enel non ha presentato alcuna domanda di verificazione sull'effettiva capacità di corretta misurazione dei suoi contatori. In fase di replica il ministero aveva spiegato che «l'unico caso concreto e diffuso di verificazione periodica di contatori elettrici riguardava e riguarda le verifiche relative agli aspetti fiscali, effettuate solo su alcune gamme di contatori, sulla base di disposizioni adottate nell'ambito delle competenze del Ministero dell'economia e delle Finanze e della relativa competente Agenzia: verifiche oggi effettuate da laboratori accreditati». Da allora ad oggi nulla è cambiato, hanno insistito i grillini, aggiungendo che per questo motivo la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia perché «non è stato recepito l'obbligo secondo cui i contatori installati conformemente alle direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE consentono informazioni sulla fatturazione precise e basate sul consumo effettivo». 

PER ENEL TUTTO OK - In una replica al blogger Edoardo Beltrame, che ha definito come «illegali» i contatori Enel, in quanto non conformi al Testo unico delle leggi metriche, la società ha sottolineato che «i contatori elettronici installati da Enel non sono illegali ma, oltre a rispondere alle migliori tecnologie ed ai più alti standard di qualità, sono stati realizzati nel rispetto della normativa tecnica italiana e internazionale». Secondo l'azienda quelli costruiti prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo n.22/07 (che ha recepito la direttiva Mid ), «rispettano le norme tecniche, italiane, europee e internazionali, in vigore al momento della produzione. Inoltre, prima di essere immessi sul mercato, tali contatori sono stati sottoposti a tutte le prove necessarie per verificarne la corretta funzionalità e la conformità ai requisiti di sicurezza, ottenendo l’approvazione dell’Istituto Marchio Qualità (IMQ); il più importante ente di certificazione italiano. Tale istituto ha poi concesso l’apposizione del proprio marchio su tutti i contatori di Enel Distribuzione realizzati prima dell’entrata in vigore della normativa di recepimento della direttiva MID e proprio l’apposizione di tale marchio garantisce la conformità dello strumento di misura alle norme europee e il rispetto degli obblighi previsti dalle direttive per l’apposizione della marcatura CE. E’ bene anche sottolineare che i contatori realizzati prima del decreto legislativo n. 22/07 hanno le stesse caratteristiche tecnologiche di quelli realizzati successivamente , in quanto le normative tecniche per i contatori di elettricità non hanno subito nel tempo modifiche rilevanti. Le due tipologie di contatori hanno dunque le stesse prestazioni tecnologiche e soddisfano gli stessi standard tecnici e qualitativi».