14 giugno 2024
Aggiornato 20:30
Sicurezza stradale

Italiani al volante, pericolo costante

Secondo il «barometro della guida responsabile», una indagine realizzata dalla Fondazione francese Vinci Autoroutes per una guida responsabile sul comportamento dei conducenti in dieci Paesi dell'Unione Europea, non sempre le scelte degli italiani al volante sono coerenti.

ROMA (Askanews) - Il nuovo reato di «omicidio stradale» per la guida in condizioni alterate è all'ordine del giorno del Parlamento e del Governo. Ma i guidatori italiani sanno come valutare i pericoli di stanchezza e uso di sostanze? Secondo il «barometro della guida responsabile», una indagine realizzata dalla Fondazione francese Vinci Autoroutes per una guida responsabile sul comportamento dei conducenti in dieci Paesi dell'Unione Europea, non sempre le scelte degli italiani al volante sono coerenti.

Sul fronte alcol, pur considerando che l'alcol è la causa principale di incidenti mortali sulle strade, il 12% degli italiani (in linea con la media europea) si mettono alla guida anche se superano il limite consentito, se non sentono gli effetti dell'alcol. D'altronde, fissano il loro limite personale di consumo di alcolici prima di mettersi alla guida a 2,2 bicchieri in media (contro 2,1 in media a livello europeo), un livello superiore a quello definito dalle normative nazionali.

Ancora, l'uso del cellulare al volante è particolarmente preoccupante in Italia, anche se non aumenta: il 65% (-1 punto) dei conducenti affermano di telefonare con il viva voce mentre guidano, a fronte del 51% in Europa, e il 44% (stabile) senza usare il viva voce, a fronte del 35% degli europei. Anche l'invio e la lettura di SMS e di mail al volante è un comportamento più diffuso in Italia che negli altri paesi europei (34% a fronte del 26% in Europa). Questa abitudine è paradossalmente considerata dagli italiani al terzo posto fra i comportamenti più pericolosi al volante, dopo la guida sotto l'effetto di alcol o stupefacenti.

Il 27% degli italiani ritengono che si possa guidare anche se si è stanchi. Un risultato un po' inferiore alla media europea. La maggioranza è anche convinta, a torto, che si possa lottare contro il sonno parlando con un passeggero (81%), ascoltando la radio (56%) o guidando col finestrino aperto (50%). D'altronde, più di un quarto dei conducenti italiani (28%) hanno già avuto l'impressione di essersi assopiti al volante per qualche secondo.

Sui percorsi lunghi, gli italiani dichiarano di fare una sosta dopo 3h18 di guida in media, una durata ben superiore alle due ore al massimo raccomandate dalla Fondazione aziendale VINCI Autoroutes per una guida responsabile. Se non altro, il 67% dei conducenti italiani, a fronte del 57% degli europei, dichiara di fermarsi per fare un sonnellino durante i viaggi lunghi, situandosi così, dopo i belgi (83%) e ex aequo con i francesi, fra i campioni europei di questa buona pratica. Sono anche il 66% ad alternarsi alla guida durante il percorso (a fronte del 70% a livello europeo).

Secondo quanto emerso dalla ricerca, l'obiettivo UE di ridurre del 50% i sinistri mortali entro il 2020, da molti ritenuto ambizioso, richiede nuove norme, che vanno però accompagnate da un comportamento informato e consapevole degli utenti stradali. Il 56% degli italiani pensa che il numero di vittime della strada potrà ancora diminuire notevolmente nei prossimi anni (a fronte del 55% per la media europea). Come in quasi tutti i Paesi già esaminati nel 2014 (tranne la Gran Bretagna), si dimostrano però meno ottimisti di un anno fa (-2 punti). L'impressione che sarà difficile ridurre notevolmente il numero di vittime della strada è particolarmente forte in Germania (58%; +3), in Grecia (57%) e in Polonia (53%).

Interrogati sul loro modo di guidare, gli europei si attribuiscono un ottimo voto a titolo personale: 7,7/10 in media. Con un 8/10 (stabile rispetto al 2014), il conducente italiano si considera un asso del volante. D'altronde, per descrivere il loro comportamento alla guida, quasi tutti gli italiani (98%) usano almeno un aggettivo positivo: "attento" (78%), "calmo" (47%). Sono invece solo il 16% a definirsi "cortesi" (a fronte del 26% a livello europeo). Quando si tratta però di giudicare il comportamento altrui, gli italiani sono nettamente più severi: ritengono che i loro compatrioti siano "irresponsabili" (45%), "stressati" (37%), "aggressivi" (26%) e addirittura "pericolosi" (il 34% a fronte del 26% della media europea). All'unanimità, gli europei ritengono che i migliori guidatori siano gli svedesi (37%) e che i meno responsabili siano gli italiani (31%). Gli italiani stessi condividono questa opinione: considerano l'Italia come la patria dei conducenti irresponsabili (58% delle citazioni, ben davanti alla Grecia con il 14% di citazioni).