17 febbraio 2020
Aggiornato 20:00
Anche Sel condanna i manifestanti violenti

Scontri a Napoli contro Sblocca Italia

A Napoli oggi 4mila manifestanti sono scesi in piazza, a Bagnoli, contro lo Sblocca Italia. La Questura specifica che si è trattato di un vero e proprio «assedio» in cui i manifestanti hanno cercato lo scontro. Da parte loro i comitati scrivono: «Chiuse porte in faccia a 4mila persone». Sel, da sempre al fianco dei manifestanti, oggi denuncia la violenza inaccettabile.

NAPOLI - Un vero e proprio «assedio» alla ricerca dello «scontro». Viene descritto così, dalla Questura di Napoli, quanto avvenuto questa mattina nei pressi di Città della Scienza dove si sono verificati scontri tra forze dell'ordine e manifestanti che avevano aderito al corteo contro il decreto Sblocca Italia voluto dal Governo Renzi. Dall'analisi delle fotografie e dei filmati girati dalla Scientifica si evince il lancio di sassi e oggetti da parte di chi era in piazza a protestare. A dar vita alle tensioni, un gruppetto di persone che ha tentato di rompere il cordone di protezione delle forze di polizia allo science centre di Napoli dove, tra l'altro, vi erano anche alcune scolaresche in visita. Ne è nato uno spintonamento. I poliziotti, secondo quanto ricostruito dalla Questura, sono stati percossi dalle aste delle bandiere che i manifestanti avevano con sé. Ne è nata poi una sassaiola e un successivo lancio di lacrimogeni, da parte della polizia, per disperdere la folla.

SANPIETRINI E PETARDI PER PROTESTA - Molti dei manifestanti avevano il volto coperto da caschi, passamontagna o berretti. Alcuni indossavano anche occhiali da sole e sciarpe. Dalle foto e dai filmati visionati dalla polizia si evince che alcuni avevano con sé anche aste o cinture, qualcuno mazze, altri scudi improvvisati. Al culmine della tensione sono stati lanciati sanpietrini e petardi. A terra sono stati rovesciati cassonetti dell'immondizia, ma anche transenne e segnali stradali. Danneggiate anche alcune auto parcheggiate lungo via Coroglio, teatro degli scontri. Il corteo si è sciolto, intorno alle 14, dopo che la polizia ha lanciato alcuni lacrimogeni per disperdere la folla.

PORTE CHIUSE E CARICHE PER I MANIFESTANTI «Oggi il processo autoritario che si sta mettendo in campo a Bagnoli ha gettato la maschera». E' quanto affermano, in una nota, comitati, cittadini e movimenti sociali contro il decreto Sblocca Italia che oggi hanno dato vita a un corteo al culmine del quale si sono verificati scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. Secondo gli organizzatori «di fronte a migliaia di persone si è preferito chiudere loro le porte in faccia e preferire le cariche a un'assemblea pubblica». «Malgrado la fuga di Renzi dalla piazza e dalle sue responsabilità, in strada c'erano almeno 4mila persone mobilitatesi contro lo Sblocca Italia e il commissariamento di Bagnoli, per rivendicare - si legge ancora nel comunicato - il diritto alla salute e le bonifiche dei nostri territori avvelenati». A protestare i comitati territoriali, le realtà di base di Bagnoli, studenti, movimenti della casa e dei disoccupati, ex operai dell'Italsider e di Pomigliano, rete Stop Biocidio e altre sigle da tutta la Campania e da molte città del Sud.

SEL BOCCIA LA VIOLENZA DEI MANIFESTANTI - «Lo sblocca Italia è una pessima legge ma questo non autorizza la violenza e l'attacco a un patrimonio di tutta Napoli e un bene comune come la Città della scienza». Lo scrive su Twitter il capogruppo di Sel alla Camera, Arturo Scotto, dopo gli scontri di piazza questa mattina a Bagnoli, durante una manifestazione contro il decreto sblocca Italia.