25 febbraio 2020
Aggiornato 12:00
Ambiente

Inquinato il 2% della Terra dei fuochi

La mappatura è stata eseguita del ministero dell'Agricoltura. Il ministro Martina spiega: «Questa è l'area, che è meno del 10% della Campania. Il 2% significa lo 0,01 del territorio della Regione che com'è noto ha delle bellezze straordinari, aree parco le più estese d'Italia, aree verdi bellissime e incontaminate, un mare straordinario, prodotti magnifici»

ROMA - Nel territorio compreso fra Napoli e Caserta, la Teraa dei fuochi famosa area di smaltimento illecito di rifiuti, le zone ritenute sospette d'inquinamento grave rappresentano il 2 per cento del totale.

Sono 7 siti da bandierina rossa su 51 a rischio, per una superficie di 21,5 km quadrati. È quanto emerge dalla mappatura eseguita del ministero dell'Agricoltura, illustrata a palazzo Chigi a Roma dal ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, con i ministri della Salute, Beatrice Lorenzin, e dell'Ambiente, Gianluca Galletti e il governatore campano Stefano Caldoro.

Il ministro spiega: «Questa è l'area Terra dei fuochi, che è meno del 10 per cento della Regione Campania. Il 2 per cento significa lo 0,01 del territorio della regione che com'è noto ha delle bellezze straordinari, aree parco le più estese d'Italia, aree verdi bellissime e incontaminate, un mare straordinario, prodotti magnifici».

Sui siti individuati è necessario ora adottare misure di salvaguardia per garantire la sicurezza della produzione, come hanno sottolineato i ministri Galletti e Martina. «Questo ci permette immediatamente di poter intervenire almeno su quella parte che riteniamo più a rischio. Poi le analizzeremo tutte e sarà un lavoro che faremo nel minor tempo possibile e con la maggior attenzione».

«Noi siamo consapevoli che insieme dobbiamo fare un'operazione rigorosissima per riattivare tutti i presidi di legalità e consentire in quel territorio di garantire la salute dei cittadini, la possibilità alle imprese agroalimentari di poter continuare a lavorare in totale serenità e ovviamente garantire la tutela dell'ambiente».

Il ministro Lorenzin, dal canto suo ha annunciato l'immediata entrata in vigore di un decreto che vieta la vendita dei prodotti alimentari provenienti dai siti «No food», individuati nel corso dell'indagine.