16 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
Pubblica Amministrazione

Debiti PA, Italia nel mirino dell'Europa. Tajani: «Partita la procedura d'infrazione»

Se la direttiva UE prevede pagamenti in 30 o 60 giorni invece in media i pagamenti richiedono 200 giorni nella Penisola. L'aspetto più preoccupante è che a causa di questi ritardi le imprese italiane assumono meno

ROMA - Il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani ha annunciato, come atteso, l'avvio della procedura di infrazione contro l'Italia sui tempi di pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese. Partirà con una lettera Eu Pilot accelerata, ha detto, che concede al governo 5 settimane per rispondere.
L'intera procedura, per arrivare ad una sanzione, dovrebbe impiegare circa 2 mesi. La decisione è stata presa a seguito delle segnalazioni da varie associazioni di imprese secondo cui i tempi di pagamento della PA non si sono ridotti, ha spiegato Tajani durante una conferenza stampa a Roma.
Se la direttiva Ue prevede pagamenti in 30 o 60 giorni, secondo Le imprese citate da Tajani invece in media i pagamenti richiedono 200 giorni nella Penisola. L'aspetto più preoccupante, ha concluso il responsabile di industria e imprenditoria dell'Ue, è che a causa di questi ritardi le imprese italiane assumono meno: in media un 37 per cento di posti sono persi a causa di questo fattore.

L'ALLARME DI BUZZETTI (ANCE) - Con oltre oltre 200 giorni, pari a 7 mesi, invece dei 30 o 60 giorni previsti i tempi dei pagamenti alle imprese da parte della Pubblica amministrazione in Italia non stanno migliorando. «I ritardi continuano e peggiorano», ha affermato il presidente dell'associazione dei costruttori Paolo Buzzetti, presentando oggi la relazione richiesta all'Ance dal vicepresidente della commissione europea Antonio Tajani.
L'associazione è uno dei due «advisor» che la Commissione ha nominato per verificare l'attuazione della direttiva sui pagamenti, che appunto prevede un limite di 30 giorni prorogabile a 60 in alcuni casi limitati.
«Il settore dell'edilizia è il più danneggiato dai ritardi», ha detto Buzzetti. Ci sono stati progressi sul pagamento del debito pregresso, ma anche qui mancano 10 miliardi di euro e mancano ancora dati ufficiali precisi. Per il resto «la situazione resta sicuramente grave, noi contiamo ritardi di 146 giorni oltre i 60 di limite sui pagamenti: in pratica 7 mesi».
Il rappresentante dei costruttori ha contestato le «evidenze di riduzioni significative» sui tempi di pagamento di cui venerdì scorso aveva parlato il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni. «Mi spieghino cosa riguardano queste riduzioni. Noi al massimo vediamo un atteggiamento diverso. Ci auguriamo che con questo intervento di Tajani la situazione migliori».