22 settembre 2020
Aggiornato 17:05
Legge di stabilità

Giovannini: «Nessuna riforma delle pensioni ma fondi per l'occupazione e per il taglio del cuneo fiscale»

Il ministro del Lavoro: «Se soprattuto in un sistema contributivo l'economia non cresce, l'occupazione non cresce, non c'è sistema pensionistico che possa reggere». La Uil: « Ci auguriamo di avere dei numeri concreti, sulla quantità di denaro che potrà essere impiegata per ridurre le tasse»

ROMA - Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, in un'audizione in commissione Lavoro della Camera, in vista del varo della legge di Stabilità il 15 ottobre, ha spiegato che arriveranno misure per stimolare il mercato del lavoro sia nella legge di Stabilità che «in parte in un possibile collegato». Poi è passato a parlare della questione degli esodati.

SU ESODATI STANZIATI 10,4 MILIARDI - Il ministro ha sottolineato che per quanto riguarda gli esodati sono stati «complessivamente stanziati 10,4 miliardi di euro», ricordando i quattro interventi che si sono succeduti per affrontare questa problematica, e ha spiegato è «alla firma del ministero dell'Economia» un ultimo decreto del ministero del Welfare.
Poi Giovannini ha affrontato il tema pensioni, ricordando che nel 2014 verrà confermato il blocco della rivalutazione rispetto all'inflazione delle pensioni superiori a 6 volte il minimo (quelle di circa 3mila euro al mese, ndr).

FORNERO NON RIFORMABILE ORA - Giovannini ha proseguito spiegando che non sono sostenibili riforme che consentano il pensionamento anticipato rispetto alle norme della riforma Fornero. Il ministro ha sottolineato che tali proposte sulla flessibilizzazione dell'età pensionabile «avrebbero il prevedibile effetto di aumentare il consistente il numero di pensioni dal 2014, determinando un onere di diversi miliardi di euro l'anno».

MEGLIO DARE RISORSE A CUNEO FISCALE E OCCUPAZIONE - Il tema della flessibilità pensionistica va affrontato «in modo compatibile sul piano finanziario», ha precisato Giovannini: «Se soprattutto in un sistema contributivo l'economia non cresce, l'occupazione non cresce, non c'è sistema pensionistico che possa reggere. Possiamo giocare con le soglie e la flessibilità ma non ce n'è per nessuno. In questa fase di fragilità del nostro bilancio pubblico, con il debito pubblico che conosciamo, credo che compatibilmente con la coerenza finanziaria, si debbano orientare il più possibile gli interventi per il cuneo fiscale, lo stimolo degli investimenti, l'occupazione giovanile e non solo», ha detto il ministro.

CON CRESCITA POSSIBILE AGIRE SU PENSIONI - L'unica vera alternativa per Giovannini è quella di riportare «il tasso di crescita dell'economia italiana su un livello elevato così da assicurare trattamenti pensionistici sufficienti ed adeguati».

UIL, DA GOVERNO NESSUNA CIFRA SU LEGGE STABILITÀ - Dopo l'incontro sindacati-governo per discutere della legge di stabilità, il segretario della Uil, Luigi Angeletti, non ha espresso grande ottimismo, in quanto l'esecutivo «non ha dato alcuna cifra e questo non è un buon segno. Ha convenuto sul fatto che la legge di stabilità debba essere caratterizzata soprattutto da un taglio sulle tasse sul lavoro ma quando si parla di soldi la quantità fa la qualità».
Ai microfoni di Radio 1, Angeletti ha spiegato: «Ci auguriamo di rincontrare il presidente del Consiglio, proprio lui ci aveva assicurato che ci sarebbe stato un confronto con noi prima di definire la legge di stabilità. Ci auguriamo quindi di avere delle concretezze nei prossimi giorni, da parte del governo, sulla quantità di denaro che potrà essere impiegata per ridurre le tasse perché ad oggi ciò di cui si parla è del tutto insufficiente. Noi abbiamo bisogno di un sostegno per la parte più debole della popolazione ma se si parla di salari minimi noi non siamo assolutamente d'accordo perché sono alternativi ai ccl e ci rimetterebbero tutti i lavoratori».