30 ottobre 2020
Aggiornato 20:00
Politica economica

Squinzi al governo: «La priorità è il cuneo fiscale»

Il presidente di Viale dell'Astronomia: «Noi siamo preoccupatissimi per la stabilità dell'esecutivo. Il dibattito sull'Ici, sull'Imu, adesso sull'imposta valore aggiunto, non serve per far ripartire il Paese»

BOLOGNA - Gli industriali sono «preoccupatissimi» sulla tenuta del governo Letta. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ricordando che la cosa più importante da fare adesso è occuparsi dei «problemi dell'economia reale».

PREOCCUPATISSIMI PER GOVERNO - «Noi siamo preoccupatissimi, non preoccupati, per la stabilità del governo - ha detto Squinzi a margine dell'inaugurazione del Cersaie a Bologna - perché riteniamo che questo sia l'unico governo possibile in questo momento. Le cose da fare sono tantissime, sarebbe meglio concentrarci sui problemi dell'economia reale».

INTERVENTO DECISO SU CUNEO FISCALE - Il dibattito sul congelamento dell'aumento dell'Iva al 31 dicembre «non è la cosa prioritaria», ha ricordato il presidente di Confindustria. Per Squinzi è molto più importante un «intervento deciso sul cuneo fiscale» per consentire la ripresa.
«Secondo me non è la cosa prioritaria. Noi da tempo stiamo chiedendo ad alta voce, con tutta la nostra forza, il pagamento dei debiti alla Pubblica amministrazione e un intervento deciso sul cuneo fiscale che darebbe una spinta maggiore per far ripartire l'economia».
«Se vogliamo far ripartire il Paese - ha proseguito il presidente di Confindustria - l'intervento sul cuneo fiscale è il banco di prova per le buone intenzioni di questo governo. Se si interverrà lì vorrà dire che veramente che questo governo ha voglia di andare avanti e fare le cose giuste per il Paese».

PA NON HA FURORE DI PAGARE DEBITI - Il numero uno di Viale dell'Astronomia è poi tornato sul tema dei pagamenti della Pubblica amministrazione (Pa) ai suoi creditori: «Purtroppo non è che lo Stato si sia fatto prendere dal furore di pagare i debiti» che le Pa hanno nei confronti delle imprese. Per il presidente di Confindustria i 15 miliardi promessi rispetto ai 100 stimati «non sono un passo in avanti clamoroso».

15 MILIARDI NULLA DI CLAMOROSO - «È iniziato un processo - ha spiegato Squinzi - ma gli ultimi dati disponibili parlando di una quindicina di miliardi di pagamenti. Aspettiamo però di sapere finalmente quanto sono realmente. Da quello che ci dicono dal ministero dell'Economia questo dovrebbe essere noto alla fine di settembre. Penso che 15 miliardi sui 90/100 miliardi che sono stati stimati finora - ha aggiunto - non sono un passo in avanti clamoroso».

SU SACCOMANNI CAMPAGNA ELETTORALE - Il dibattito sulle possibili dimissioni del ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, è «da campagna elettorale», ha detto Squinzi.
«Ho grande stima di lui, è un tecnico, una persona concreta che prende in mano i numeri. Lo abbiamo già detto da qualche giorno, che questo dibattito prima sull'Ici e sull'Imu, adesso sull'Iva, è purtroppo da campagna elettorale, non è un dibattito per far ripartire il Paese».