Letta: «Il Pil sarà al +1% nel 2014, abbiamo messo in campo 12 miliardi su tre anni»
Il premier dopo l'approvazione degli aggiornamenti al Def: «L'obiettivo è veramente a portata di mano. Ci sono tre incentivi perché sia il 2013 che il prossimo anno avranno il segno più». L'Ue: «La determinazione senza ambiguità a finanze pubbliche sane è cruciale per ripristinare la fiducia e per gettare le basi di una ripresa sostenibile»
ROMA - Approvato l'aggiornamento al Documento economia e finanza (Def), che contiene il nuovo quadro macroeconomico e il programma nazionale di riforme per i prossimi anni. Il ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio, lasciando il Consiglio dei ministri (Cdm), ha confermato che il governo ha rivisto in negativo il Pil 2013 al -1,7 per cento. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, invece ha rassicurato: «Moderatamente ottimista per la crescita dell'1 per cento del Pil nel 2014».
La nota di aggiornamento al Def ha disegnato «un quadro positivo per il futuro: cogliamo una serie di elementi che possano consentirci di avere l'anno prossimo stabilmente il segno più sulla crescita e di arrivare alla fine dell'anno con segnali positivi», ha detto il premier Letta, nella conferenza stampa a palazzo Chigi. Obiettivo possibile grazie «al lavoro importante fatto e agli impegni significativi» presi.
PIL + 1% IN 2014 - Il dato «moderatamente ottimista» di una crescita a +1 per cento nel 2014, contenuto nella nota di aggiornamento al Def, «è veramente a portata di mano», ha assicurato Letta, spiegando che ci sono «tre forti incentivi che mi portano a pensare che la fine dell'anno e il 2014 avranno il segno più».
TRE INCENTIVI A CRESCITA - Il primo è «l'accelerazione del pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione (Pa), un'accelerazione molto forte di pagamenti effettivamente entrati nelle casse delle imprese e che avranno impatto già sul prossimo trimestre». Il secondo consiste «negli incentivi alle ristrutturazioni, l'eco-bonus e quelli sul mobile». Il terzo «la straordinaria incentivazione all'occupazione giovanile, operativa da agosto,che adesso comincerà a dare i suoi frutti». Sono «tre scelte che abbiamo fatto e che stanno cominciando a dare i loro effetti tra la fine dell'anno e l'inizio dell'anno prossimo», ha detto il premier.
UN PACCHETTO DA 12 MILIARDI IN TRE ANNI - Nella Nota di aggiornamento al Def vengono indicate «tante realizzazioni, tante cose fatte, che valgono 12 miliardi di euro nel triennio per rilanciare l'economia, aiutare la società italiana, l'occupazione, far sì che il nostro Paese possa avere il segno 'più' davanti agli indicatori giusti, la crescita, e non davanti a quelli sbagliati, la disoccupazione», ha proseguito il primo ministro.
In particolare «nel 2013 ci sono 1,7 miliardi di tagli alla spesa pubblica», ha rivendicato il presidente del Consiglio, aggiungendo: «Questo lo dico sempre per quelli che dicono che non si è fatto nulla in questi mesi. Soprattutto perché avvengono dentro un bilancio già approvato e rigido».
Letta ha quindi ricordato che nella nota di aggiornamento del Def «c'è anche l'impegno confermato a mantenere tutti gli impegni che ci siamo presi con Bruxelles» e per riuscirci non servirà una manovra.
DOBBIAMO RIDURRE DEFICIT DI 0,1% - «Mantenere gli impegni con i partner europei e con la Ue ha fatto parte fin dall'inizio del nostro lavoro e viene confermato nella Nota d'aggiornamento», ha insistito Letta, sottolineando la «trasparenza» delle cifre della nota: «Trovate il deficit al 3,1 per cento che a legislazione vigente è l'attuale deficit, e confermo l'impegno a stare sotto il 3 per cento alla fine dell'anno. Il passaggio riguarda un aggiustamento di uno 0,1 per cento che è assolutamente alla portata e che non necessiterà interventi particolarmente rilevanti». Dunque gli obiettivi fissati nel Def «sono tutti raggiungibili, a patto che ci sia la volontà e la stabilità politica», ha insistito il premier.
CON FIDUCIA CALANO TASSI - Infatti, ha ricordato Letta: «La stabilità politica e la discesa dei tassi, che da qualche settimana si è interrotta non per colpa del governo, pesa sui conti. La difficoltà per cui dobbiamo scrivere nel Def che il deficit a legislazione vigente è al 3,1 per cento è figlia del fatto che i primi mesi di vita del governo hanno avuto una stabilità che non ha avuto seguito nelle ultime settimane e questa instabilità pesa. Questo è il messaggio politico che vogliamo lanciare: siamo determinatissimi a superare queste difficoltà e a mantenere gli impegni per convincere i nostri partner a darci fiducia e a far calare i tassi».
ANCORA NULLA SULL'IVA - Dell'aumento dell'Iva (dal 21 al 22%) che scatterà dal primo ottobre a meno di interventi del governo, «ne discuteremo a partire dai prossimi giorni», ha tagliato secco Letta, spiegando che la discussione sarà «molto attenta alle cifre e ai dati».
SACCOMANNI, SOFFOCARE TENSIONI DI MERCATI – Dopo il premier ha preso la parola il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, che ha iniziato: «E' importante raggiungere rapidamente il 3 per cento di debito sul Pil per soffocare elementi di tensione che potrebbero venire dai mercati finanziari».
+1% E' STIMA REALISTICA - Poi il ministro dell'Economia ha confermato che il ritmo di crescita del Pil italiano per il 2014 a +1 per cento è una stima «realistica»: «Prevediamo per il 2014 un tasso di crescita dell'1 per cento che è leggermente superiore a quella stimata dai principali previsori (0,7%, ndr). Non è una valutazione euforica o trionfalistica, ma realistica».
ARRIVEREMO QUASI AL +2% - Perché il processo di riforme strutturali in atto, ha aggiunto, «ci porta ad arrivare quasi al 2 per cento di crescita nell'arco del periodo previsionale. Ci mette su un sentiero di crescita migliore rispetto a prima della crisi. Abbiamo valutato con grande attenzione l'impatto delle riforme strutturali già prese. Hanno un effetto positivo sul potenziale di crescita dell'economia italiana. Dal governo precedente c'era una valutazione prudenziale delle riforme fatte».
Quanto alle previsioni a brevissimo termine, ha detto Saccomanni, il quarto trimestre dell'anno in corso per l'economia italiana sarà «positivo» e le prospettive per il 2014 sono «solide». Questo percorso però «non è privo di rischi», ha aggiunto il ministro dell'Economia.
SERVONO RIFORME E AIUTO DI MERCATO - «La prospettiva della ripresa dell'economia nel quarto trimestre sarà positiva e le prospettive per l'anno prossimo saranno solide. Siamo abbastanza fiduciosi, è uno scenario realistico ma non privo di rischi, i rischi ci sono se si inceppano le politiche fiscali coerenti con l'Europa o il percorso delle riforme. Se vengono meno le riforme e anche il sostegno del mercato si può mettere a rischio questo processo».
L'UE, BENE DETERMINAZIONE SENZA AMBIGUITA' - La Commissione europea ha accolto positivamente «il fermo impegno del presidente del Consiglio Enrico Letta di assicurare che gli obiettivi di Bilancio di quest'anno vengano rispettati. In Italia - afferma con una nota il portavoce del commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn, Simon O'Connor - la determinazione senza ambiguità a finanze pubbliche sane è cruciale per ripristinare la fiducia e per gettare le basi di una ripresa sostenibile».
Il portavoce di Rehn ha aggiunto che «la Commissione ha preso nota delle previsioni aggiornate su crescita e Bilancio del governo italiano». O'Connor ha quindi ricordato che l'esecutivo comunitario pubblicherà le sue previsioni autunnali a inizio novembre.
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