19 novembre 2019
Aggiornato 19:00
L'emergenza cipriota

Aumenta la tensione a Cipro

E intanto non si placano le speculazioni sul possibile smembramento della banca cipriota Laiki (Banca Popolare, in greco), nonostante le smentite ufficiali su piani di chiusura. La BCE ha avvertito che in assenza di un accordo sugli aiuti da martedì «staccherà la spina» delle liquidità di emergenza. Medvedev: «Non chiudiamo porte ma Nicosia risolva con UE»

ROMA - Aumenta la tensione a Cipro, con la paura che l'intero sistema bancario dell'isola, enormemente sproporzionato rispetto alla sua economia reale e in buona misura alimentato da ingenti capitali esteri, in particolare russi, possa collassare del tutto. E intanto non si placano le speculazioni sul possibile smembramento della banca cipriota Laiki (Banca Popolare, in greco), nonostante le smentite ufficiali su piani di chiusura. La Bce ha avvertito che in assenza di un accordo sugli aiuti da martedì 'staccherà la spina' delle liquidità di emergenza. Il governo ha di nuovo fatto una riunione di crisi cercando di approntare un piano alternativo che convinca l'Eurogruppo a sbloccare il salvataggio.

Ridda di speculazioni su banca Laiki - Il portavoce della Banca centrale dell'isola ha smentito l'esistenza di piani di chiusura di Laiki. Ma questo non ha messo a tacere la ridda di speculazioni. Secondo le indiscrezioni riferite da Dow Jones il governo punterebbe a spezzettare la banca in due tronconi, separando le attività sane da quelle problematiche per farla fondere con la Banca di Cipro, primo istituto di credito del paese.
E non aiuta a tranquillizzare gli animi il fatto che proprio la banca Laiki abbia annunciato il limite a 260 euro sulla possibilità di ritiro di contanti dall'unico canale rimasto aperto: i bancomat. Da giorni questa è l'unica fonte dalla quale tutti coloro che risiedono a Cipro possano ottenere liquidità. Tanto che il governo britannico ha deciso nei giorni scorsi di inviare un volo speciale carico di banconote per le necessità del cospicuo contingente di suoi militari nell'isola.

Economia sull'orlo del baratro - Sulle banche cipriote è stata imposta la chiusura forzata fino a lunedì compreso, inoltre le autorità stanno elaborando provvedimenti volti a limitare le possibilità di ritirare fondi, per cercare di arginare la temuta fuga di capitali che, con ogni probabilità, si scatenerà alla riapertura. La prima banca del paese, la banca di Cipro ha lanciato un appello dai toni drammatici affinché si raggiunga un accordo sugli aiuti dell'Unione europea. «L'Economia di Cipro è sull'orlo del baratro. La prossima mossa deciderà per la sua salvezza o la sua rovina», ha affermato la con un comunicato.

Medvedev: Non chiudiamo porte ma Nicosia risolva con UE - La Russia «non ha chiuso le porte a Cipro» ma «noi siamo pronti ad affrontare la cosa solo dopo che sarà completato lo schema finale (di salvataggio dell'Isola) concordato con l'Ue». Lo ha detto il premier Dmitri Medvedev in una conferenza stampa congiunta a Mosca con il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, rispondendo alla domanda sul perchè la Russia non abbia voluto aiutare Cipro, nonostante «ci siano capitali russi, compagnie russe e anche gli oligarchi russi?», diretta da un giornalista in conferenza stampa.