29 agosto 2025
Aggiornato 07:00
Rapporto «Credito e burocrazia»

La stretta creditizia sta «strozzando» le aziende italiane

Da novembre 2011 a giugno 2012 si è registrata una contrazione del credito alle imprese di 32 miliardi. Lo stock dei prestiti è crollato da 1.015 miliardi a 938 miliardi. Questa il dato preoccupante espresso da Confcommercio nel rapporto «Credito e burocrazia», presentato in occasione del Forum dei giovani imprenditori. Sangalli: Uscita tunnel davvero lontana, tornare a crescere

VENEZIA - E' allarme per la stretta creditizia che sta strozzando le aziende negli ultimi mesi. Da novembre 2011 a giugno 2012 si è registrata una contrazione del credito alle imprese di 32 miliardi. Lo stock dei prestiti è crollato da 1.015 miliardi a 938 miliardi. Questa il dato preoccupante espresso da Confcommercio nel rapporto 'Credito e burocrazia', presentato in occasione del Forum dei giovani imprenditori.

«La sveglia del credit crunch» da prima dell'estate «non ha più smesso di suonare, scandita dai report della Banca d'Italia», rileva l'associazione. «Ogni mese una variazione negativa su base annua: -0,4% a maggio, -1,5% a giugno e -1% a luglio. Fino all'ultima rilevazione, quel -1,9% di agosto che segna il dato peggiore da 28 mesi a questa parte. Nello stesso periodo, mentre la stretta creditizia cominciava a mettere le mani attorno al collo di un'economia già duramente provata dal perdurare della crisi, i tassi di interesse sui prestiti non hanno smesso di crescere», aggiunge Confcommercio.
«Se per un prestito da un milione di euro in 5 anni le imprese italiane sborsavano mediamente a luglio 2012 il 6,24%, quelle francesi e tedesche pagavano oltre due punti in meno, rispettivamente solo il 4,14% e 4,04%», sottolinea Confcommercio.
Se poi l'importo del finanziamento scende e l'impresa che lo richiede ha dimensioni modeste, il 90% delle aziende italiane, «ecco che il conto - rileva l'associazione - può diventare molto più salato: per un prestito da 15mila euro da restituire in 72 mesi, difficilmente una Pmi o una start-up potrà scontare tassi inferiori al 10%. Semmai è molto probabile che il Taeg si avvicini al 15%. Così come per un affidamento da 5mila euro sul conto corrente bisogna calcolare un costo minimo annuale di 160 euro».

Sangalli: Uscita tunnel davvero lontana, tornare a crescere - L'uscita dal tunnel della crisi «appare davvero ancora lontana». Lo ha sottolineato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli nel suo intervento al forum dei giovani imprenditori a Venezia Secondo Sangalli infatti «il vero test di credibilità resta quello della nostra capacità di tornare a crescere: la fotografia di sintesi di un'Italia in cui prodotto interno e consumi pro capite fanno un balzo all'indietro di circa quindici anni ne conferma tutta la necessità».
Per il presidente di Confcommercio «la risposta urgente alle emergenze e alle sfide chiama in causa la mobilitazione di responsabilità comuni e certamente non di breve termine: la responsabilità della politica e delle istituzioni non meno che la responsabilità delle forze sociali. E' questa, infatti, la responsabilità che occorre per la 'salvezza' dell'Italia: per risolvere, cioè, i problemi strutturali della finanza pubblica e per far sì che il nostro paese torni ad imboccare il cammino della crescita».