3 agosto 2020
Aggiornato 17:00
La crisi del mercato dell'auto

Fiat, i dubbi del New York Times sulla strategia del gruppo in Italia

Gli analisti hanno dubbi su quanto Fiat, i cui utili derivano dalle vendite al di fuori dell'Europa, possa continuare ad assorbire le perdite registrate in Italia. Lo scrive Il New York Times in un'analisi sulle strategie messe a punto da Sergio Marchionne, a capo del gruppo automobilistico di Torino e della controllata americana Chrysler

NEW YORK - Gli analisti hanno dubbi su quanto Fiat, i cui utili derivano dalle vendite al di fuori dell'Europa, possa continuare ad assorbire le perdite registrate in Italia. Lo scrive Il New York Times in un'analisi sulle strategie messe a punto da Sergio Marchionne, a capo del gruppo automobilistico di Torino e della controllata americana Chrysler.
Il quotidiano della Grande Mela si chiede se il manager italo-canadese possa affrontare con successo una crisi delle quattro ruote che in Europa non si vedeva da decenni. In molti - scrive il Ny Times - credono sia difficile, nonostante Marchionne sia stato capace di resuscitare il gruppo di Detroit. E' vero che «le vendite nel Vecchio Continente non hanno ancora registrato i cali visti negli Stati Uniti nel 2009, al picco della crisi, ma la flessione (del 20% dal 2007) è in atto da più lungo tempo e una ripresa resta lontana».
Il quotidiano fa il punto della situazione. «Invece di chiudere gli impianti che stanno operando a meno della metà della loro capacità e di lasciare migliaia di persone senza lavoro, Fiat proverà a fare quanto Bmw e Mercedes hanno fatto in Germania. L'Italia diventerà il centro della produzione per i marchi del gruppo di alta gamma come Alfa Romeo e Maserati, che poi Fiat cercherà di esportare negli Stati Uniti e nei mercati asiatici ad alta crescita».

In Italia il peggior ottobre dal 1997 - Non si inverte neppure in ottobre il trend negativo di vendite di auto nuove in Italia. Dopo i forti cali di luglio (-21,4%), agosto (-20,2%) e settembre (-25,7%), in ottobre in Italia sono state registrate poco meno di 117mila vetture, il 12% in meno rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. «Si tratta - spiega Fiat in una nota - del peggior risultato ottenuto in ottobre dal 1977, quando le immatricolazioni furono 93mila».
Nel progressivo annuo le vendite sono circa 1 milione e 208 mila, in calo del 19,7% rispetto al 2011. «In questo scenario ancora fortemente negativo, il gruppo Fiat a ottobre registra un risultato migliore rispetto a quello conseguito dal mercato», spiega il Lingotto. Infatti, con oltre 34 mila immatricolazioni, ottiene una quota del 29,1%, 0,7 punti percentuali in più rispetto a ottobre 2011. Nei primi dieci mesi dell'anno il gruppo Fiat immatricola quasi 358mila vetture per una quota stabile al 29,6 per cento.