19 novembre 2019
Aggiornato 21:30
Il nuovo rapporto shock sulla fame nel mondo

FAO: 870 milioni di persone senza acqua né cibo, il 15% della popolazione mondiale

La maggioranza delle persone che soffrono la fame vive nei paesi in via di sviluppo, e rappresenta il 15% della loro popolazione complessiva, mentre i restanti 16 milioni vivono nei paesi sviluppati. Nel periodo compreso tra il 1990-92 e il 2010-12 il numero totale delle persone che denutrite è diminuito di 132 milioni, passando dal 18,6% della popolazione mondiale

ROMA - Sono quasi 870 milioni le persone che soffrono la fame nel mondo. Lo afferma l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) nel suo rapporto 2012 sullo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo, presentato a Roma, sottolineando che il dato delle persone colpite da «fame cronica» nel periodo 2010-2012, pur essendo diminuito, è sempre «inaccettabile».
The State of Food Insecurity in the World 2012 (SOFI) (Lo Stato dell'Insicurezza Alimentare nel mondo), pubblicato congiuntamente dalle tre agenzie Onu di Roma - l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Fao), il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad) e il Programma Alimentare Mondiale (Pam) - presenta stime aggiornate sulla fame nel mondo, basate su dati più precisi e su una migliore metodologia per misurarli.

IL 15% DELLA POPOLAZIONE SOFFRE LA FAME - La maggioranza delle persone che soffrono la fame - circa 852 milioni - vive nei paesi in via di sviluppo, e rappresenta il 15% della loro popolazione complessiva, mentre i restanti 16 milioni vivono nei paesi sviluppati.
Nel periodo compreso tra il 1990-92 e il 2010-12 il numero totale delle persone che soffrono la fame è diminuito di 132 milioni, passando dal 18,6% della popolazione mondiale al 12,5%, e dal 23,2% al 14,9% nei paesi in via di sviluppo. Questi dati, secondo il rapporto, rendono l'Obiettivo di Sviluppo del Millennio (Mdg) una meta raggiungibile, ma solo se si interverrà in modo appropriato e adeguato.