21 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Bocciato il decreto per l'applicazione della tassa sugli enti non commerciali

Imu, la Chiesa non dovrà pagare

Nella sentenza del Consiglio di Stato si legge che «non è demandato al Ministero di dare generale attuazione alla nuova disciplina dell'esenzione Imu per gli immobili degli enti non commerciali»

ROMA - Il Consiglio di Stato, nel parere in cui boccia il regolamento del Tesoro per l'applicazione dell'Imu sugli enti non commerciali e dunque anche sulle proprietà della Chiesa, invita alla «prudenza» nella definizione dei casi di esenzione per la Chiesa. Sullo stesso argomento, spiegano i giudici amministrativi, si attende l'esito di un'indagine della commissione europea che deve verificare se l'esenzione della vecchia Ici si configura come aiuto di Stato.

I giudici amministrativi nel respingere il regolamento poiché «non è demandato al Ministero di dare generale attuazione alla nuova disciplina dell'esenzione Imu per gli immobili degli enti non commerciali», ricordano infatti che «sulla analoga questione dell'esenzione dall'ICI la Commissione europea ha avviato in data 12 ottobre 2010 una indagine al fine della valutazione della sussistenza di un aiuto di Stato, avente ad oggetto anche la circolare del Ministero delle finanze n. 2/DF del 26 gennaio 2009, che in parte trattava aspetti oggetto del presente schema».

Ciò, si legge nel parere del Consiglio di Stato, «impone estrema prudenza nell'individuare lo strumento idoneo a fare chiarezza sulla qualificazione di una attività come non commerciale e tale strumento non appare poter essere» il regolamento così come varato dal Tesoro.

Lo schema di regolamento del Tesoro è limitato all'ipotesi di utilizzazione mista dell'immobile nel caso in cui l'individuazione della porzione non commerciale non risulti possibile. E definisce le modalità e le procedure relative alla predetta dichiarazione e degli elementi rilevanti ai fini dell'individuazione del rapporto proporzionale, scrive il Consiglio di Stato.

Intanto, affermano i giudici amministrativi, «non è demandato al Ministero di dare generale attuazione alla nuova disciplina dell'esenzione IMU per gli immobili degli enti non commerciali».

Inoltre, «si mira a delimitare, o comunque a dare una interpretazione, in ordine al carattere non commerciale di determinate attività». Peraltro, prosegue il Consiglio di Stato, «si tratta di una qualificazione piuttosto articolata» contenuta nella legge. Con quest'ultima disposizione «l'amministrazione ha compiuto alcune scelte applicative, che non solo esulano dall'oggetto del potere regolamentare attribuito, ma che sono state effettuate in assenza di criteri o altre indicazione normative atte a specificare la natura non commerciale di una attività».

Nel parere si fa l'esempio del criterio dell'accreditamento o convenzionamento con lo Stato per le attività assistenziali e sanitarie e ai diversi criteri stabiliti per la compatibilità del versamento di rette con la natura non commerciale dell'attività. «Non è questa la sede per verificare la correttezza di ciascuno di tali criteri, ma la loro diversità e eterogeneità rispetto alla questione dell'utilizzo misto conferma che si è in presenza di profili, che esulano dal potere regolamentare in concreto attribuito», si legge.