19 gennaio 2020
Aggiornato 17:00
Spending review

ISTAT: Giovannini, da gennaio stop alle statistiche

E l'allarme del presidente dell'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) Enrico Giovannini che, in un'intervista a Repubblica rileva che quello dei tagli del governo «è un «problema che va oltre le nostre capacita»

ROMA - «Dal prossimo primo gennaio non effettueremo più statistiche. Continueremo a pagare stipendi e affitti, ma non riusciremo ad assolvere alla nostra funzione: fornire dati di qualità affidabili, tempestivi». E l'allarme del presidente dell'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) Enrico Giovannini che, in un'intervista a Repubblica rileva che quello dei tagli del governo «è un problema che va oltre le nostre capacita».

BUCO DI 20 MILIONI - Secondo Giovannini «Il taglio ai finanziamenti mette l'Istat realmente a rischio. Nel 2013 si scenderà dai 176 milioni del 2011 a 150-160 milioni» e «andiamo verso un buco di 20 milioni. Insostenibile». Le cifre parlano chiaro: «la legge di Stabilità di novembre ci ha tolto 29 milioni in tre anni. E ora - aggiunge - la spending review altri 3 milioni l'anno».

NOI PRODUCIAMO DI PIÙ - Secondo il presidente dell'Istat non si tratta nemmeno di un problema di produttività dell'Istituto. «Le richieste aumentano, noi produciamo di più - spiega - ma le risorse sia umane che di bilancio calano. Vorrei ricordare che il 70% del nostro output deriva da obblighi presi con l'Unione europea». E non c'è tempo da perdere. A gennaio, afferma, «non daremo più dati su inflazione, contabilità, condizione di vita delle famiglie, forza lavoro. E allora scatterà il tassametro Ue: multe salatissime sul Paese per ogni giorno di ritardo. Non penso che il governo e il Parlamento vogliano arrivare a tanto».
L'Istat ha peraltro collaborato molto con il commissario Bondi «fornendo cifre su cifre». Giovannini infine rilancia: «l'Istat è pronta a fare un censimento ogni anno, anziché dieci, spalmando il relativo costo», ma c'è bisogno dei ricercatori.

LIBE' (UDC): IL MODO USATO SA DI RICATTO - «Per colpa dei tagli Giovannini pagherà solo gli stipendi? Spero non il suo. Il modo usato sa di ricatto. Era colpa dei tagli se mesi fa non è riuscito a calcolare lo stipendio medio dei parlamentari europei?». Lo scrive su Twitter il deputato dell'Udc Mauro Libé.