L'unica bella storia (e paradossale) della crisi dell'Eurozona
Come cambiano i mutui dopo i tagli dei tassi della Bce. La Banca centrale europea ha tagliato oggi i tassi di interesse dall'1% allo 0,75% portando il saggio di riferimento dell'Eurozona per la prima volta nella storia sotto l'1%
FRANCOFORTE - Gli Euribor e i tassi Bce sono normalmente correlati, ciò vuol dire che quando la Banca centrale taglia o alza i tassi l'Euribor tendenzialmente si muove di conseguenza. Ma in questa fase gli indici Euribor - che esprimono la media dei tassi a cui un panel di 43 banche perlopiù europee si presta denaro - da mesi volano molto più basso del tasso Bce. L'indice a 1 mese è stato fissato oggi allo 0,362%, livello mai così basso. Il «fratello» a 3 mesi (utilizzato oggi dalla maggior parte delle banche per calcolare le rate a tasso variabile) è stato fissato allo 0,641%, vicinissimo al minimo storico dello 0,634%. In ogni caso entrambi sono nettamente inferiori al tasso Bce. Ciò significa chi sta pagando un mutuo a tasso variabile oggi già sconta nelle proprie rate uno scenario di tagli futuri del tasso della Banca centrale europea. Quindi, il taglio operato oggi dalla Bce impatta direttamente sulle rate della minoranza di italiani che oggi hanno in pancia un mutuo agganciato al tasso Bce, anziché agli Euribor.
Beneficio che, nell'ipotesi di un mutuo di 150mila euro da rimborsare in 25, in caso di taglio dei tassi dall'1% allo 0,75% comporterà un risparmio, a partire dalla rata del mese successivo a quello del taglio, di circa 18-25 euro, in base alla durata residua del rimborso. Circa 300 euro l'anno. Beneficio più consistente, e già visibile nelle rate di oggi, invece per chi sta rimborsando un mutuo a tasso variabile agganciato agli Euribor dato che da inizio anno l'Euribor a 1 mese è crollato di 66 punti base (0,66%) mentre l'indice trimestrale è più basso di 72 punti base. Restando all'esempio di 150mila euro, la rata di agosto sarà più bassa di circa 65 euro rispetto a quella di inizio anno, con un potenziale risparmio su 12 mesi di 780.
Mutui: la domanda delle famiglie crolla del 46 per cento nei primi quattro mesi dell'anno - Le richieste di mutui da parte delle famiglie italiane nei primi quattro mesi dell'anno sono crollate del 46% annuo, in un mercato condizionato sia da una debole offerta sia da una domanda contraddistinta dalla prudenza. E' il quadro che emerge dalla periodica ricerca condotta dalla società specializzata Crif, secondo cui nel periodo preso in considerazione sono diminuiti pesantemente (del 12%) anche le richieste di prestiti. La dinamica nel suo complesso, spiegano gli esperti, risente negativamente di una fiducia ai minimi degli ultimi anni e di un mercato del lavoro ancora in grande difficoltà. Questo quadro trova riscontro anche nello spostamento verso le classi di durata più lunghe e verso importi medi più contenuti rispetto al recente passato.