29 agosto 2025
Aggiornato 15:30
Settore vitivinicolo

Vinitaly, 4 cooperative tra le prime 10 aziende del rapporto Mediobanca

Cantine Riunite ai vertici delle imprese vitivinicole italiane, al secondo posto Caviro. Nella top ten anche Cavit e Gruppo Mezzacorona. Alle cooperative spetta anche il primato della crescita delle etichette Doc e Docg rappresentative della produzione più qualificata

VERONA - Nella classifica delle prime 10 società vinicole per fatturato stilata come ogni anno dal Centro Studi di Mediobanca, sono quattro le imprese cooperative che si confermano ai primi posti. Guida la classifica il gruppo Cantine Riunite, aderente a Legacoop agroalimentare e Fedagri_Confcooperative, che ha raggiunto un fatturato che sfiora i 500 milioni di euro (+11,4%). Seguono tre cantine associate a Fedagri-Confcooperative: l’emiliana CAVIRO al secondo posto con 274 milioni di euro, mentre i due gruppi cooperativi trentini Cavit e Mezzacorona si collocano rispettivamente al quinto posto (151 milioni di euro, +11,3%), e al settimo (148 milioni di euro, +2.6%).

Primato delle etichtte Doc e Docg - Alle cooperative spetta anche il primato della crescita delle etichette Doc e Docg rappresentative della produzione più qualificata, che dal 1996 al 2012 sono passate dal 39,1% al 52,5% nelle cooperative, a fronte di una riduzione (dal 54,4% al 52,2%) nelle Spa.
La distribuzione organizzata si conferma il principale canale distributivo attraverso il quale viene commercializzato il 42,8% della produzione, con percentuali maggiori per le società cooperative (55,9%, rispetto alle altre che si attestano intorno al 38%).

Segnali positivi per le cantine cooperative - Dall’indagine Mediobanca emergono anche segnali positivi soprattutto per le cantine cooperative che vedono ormai superata la crisi nel 2012. Il 93% degli intervistati, infatti, prevede di non subire, nell’anno ormai in corso, un calo delle vendite mentre il 59% si dice addirittura ottimista, con aspettative di crescita superiori al 3%. Tali attese non negative interessano maggiormente le società cooperative (95,8%). Particolarmente positive sono soprattutto le attese per l’export: oltre il 94% degli intervistati prevede l’export in crescita nel 2012; il 55,7% attende tassi di sviluppo superiori al 3%; sui mercati esteri le attese non ribassiste delle società non cooperative sono prevalenti (95,4% contro 91,3%).
Registrano invece un calo gli investimenti, che nel 2011 sono diminuiti del 31,6% rispetto al 2010, a causa soprattutto di una maggiore difficoltà delle imprese del comparto agricolo e alimentare di accedere al credito.