24 maggio 2022
Aggiornato 08:00
La riforma del mercato del lavoro

Lavoro: Vendola, in Parlamento il testo può solo peggiorare

Il leader di SEL: Voterei no. L'Italia vuole l'UE peggiore, io spero nel voto francese. In piazza con la Cgil, no a propaganda su articolo 18. Non do consigli al Pd ma il lavoro è una tema cruciale per le coalizioni. Bersani a Vendola: Non è caso di staccare la spina al Governo

ROMA - «Non ho fiducia che questo Parlamento di nominati possa ascoltare il dolore del mondo del lavoro». Così Nichi Vendola risponde a chi gli chiede se abbia fiducia nella possibilità che il testo del governo sul lavoro possa essere cambiato e migliorato in Parlamento. Il pacchetto, che comprende una modifica dell'articolo 18 che il leader di Sel definisce una «provocazione inaccettabile nei confronti del paese», «può solo peggiorare in Parlamento perchè penso che il dibattito pubblico su queste questioni sia di una mediocrità impressionante». Vendola sottolinea di avere «una sfiducia attiva» nei confronti di questo Parlamento.
«Se questo paese dovesse accettare la libertà di licenziamento vedrebbe mutata la propria cultura costituzionale e democratica», aggiunge Vendola parlando con i cronisti a margine di un convegno di Sinistra e libertà sul razzismo. «Io voterei contro - continua - questa controriforma del mercato del lavoro, contro questo premio che bisogna guadagnare dal punto di vista della cultura liberista. L'Italia vuole essere parte della peggiore Europa, cioè di quella Europa che a fronte della crisi invece di mettere sul banco degli imputati le grandi lobby politico-finanziarie che hanno drogato l'economia del mondo, si mette sul banco degli imputati il welfare, i diritti delle persone, i servizi sociali. Questa è l'Europa che è necessario cambiare e speriamo che il vento francese possa cominciare a spazzare via la vecchia Europa liberista».

In piazza con la Cgil, no a propaganda su articolo 18 - «Ovviamente io sto in piazza con la Cgil che non difende solo le sue prerogative di sindacato ma una storia, una cultura, una civiltà. Tutte le ragioni per cui io faccio politica sono lì». Lo ha affermato Nichi Vendola, rispondendo a chi gli chiede se scenderà in piazza con la Cgil contro la modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
«Non si venga a raccontare che il testo del governo estende l'articolo 18 alle aziende con meno di 15 dipendenti perchè questo è una sciocchezza - ha sottolineato il leader di Sel - la legge 108 del 1990 scriveva che i licenziamenti per discriminazione sono proibiti anche per le piccole aziende, c'è già questa norma di civiltà. Io spero che il dibattito possa essere fatto con meno intenti pubblicitari e con più spirito di verità».

Non do consigli al Pd ma il lavoro è una tema cruciale per le coalizioni - «Non do consigli a Bersani, su questo passaggio si gioca la natura delle coalizioni politiche. E' del tutto evidente che se ci fossero due coalizioni che la pensano alla stessa maniera sui diritti del mondo del lavoro e organizzazione del mercato del lavoro, io non starei in nessuna delle due coalizioni». Così Nichi Vendola risponde a chi gli chiede se abbia suggerimenti per il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a proposito della riforma del mercato del lavoro messa in campo dal governo.
«Io penso - continua - che la coalizione della speranza e del cambiamento debba mettere al centro i diritti del lavoro altro che cancellare l'articolo 18. Si tratterebbe di estenderlo e di fare i conti con quell'altro argomento evocato con ipocrisia: la precarietà è frutto della cicogna o di uno tsunami o è stato un processo legislativo, politico-culturale che ha devastato la vita delle giovani generazioni?».
Quanto a eventuali rischi per le alleanze strette da Sinistra e libertà con il Pd per le prossime amministrative, il leader di Sel sottolinea: «Il popolo democratico ha un cuore che batte su valori fondamentali come la giustizia sociale. L'orientamento del popolo del centrosinistra è chiaro, la confusione che c'è riguarda gli stati maggiori non riguarda il popolo. La maggior parte degli italiani ha le idee chiare: la libertà di licenziamento non porta posti di lavoro ma sventure per il paese».

Bersani a Vendola: Non è caso di staccare la spina al Governo - «Penso che non sia il caso di staccare la spina al governo, ci sono cose positive come il ripristino del concetto che non ci possano essere dimissioni in bianco per le donne, così come il fatto che il contratto a tempo determinato debba costare un po' di più. Queste sono cose serie da non buttare via». Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato, a margine di un incontro pubblico a Lerici, l'invito del leader di Sel Nichi Vendola a staccare la spina al governo. «C'è poi - ha concluso Bersani - un problema serio su cui una soluzione in Parlamento si può trovare».