15 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
La riforma del mercato del lavoro

Lavoro: Bossi, il Governo farà un altro casino

Il leader leghista: Non mi pare finora che Monti ha risolto qualcosa, la gente sta peggio. Di Pietro: Madre badessa Fornero vuole capestro su articolo 18. Fioroni: La Cgil rifletta bene, ma il Governo non chieda di più. Bagnasco: Se la testa dell'azienda emigra quanto resiste il corpo?

GENOVA - «La riforma del lavoro sarà un altro casino». Lo ha dichiarato il segretario della Lega nord, Umberto Bossi, durante un incontro pubblico a Genova per sostenere il candidato sindaco del Carroccio, Edoardo Rixi. «Non mi pare - ha aggiunto Bossi - che fino ad adesso il governo abbia risolto qualcosa: invece di migliorare, ha peggiorato le condizioni della gente e non ha migliorato il sistema generale».

Calderoli: La riforma va nelle direzione opposta volontà gente - «A me sembra che la riforma del lavoro vada nella direzione opposta rispetto a quello che vogliono i cittadini. Se uno per creare lavoro inizia a licenziare la gente, proprio non ci siamo». Lo ha detto il coordinatore delle segreterie regionali della Lega nord, Roberto Calderoli, parlando della riforma del lavoro a margine di un incontro pubblico a Genova.

Di Pietro: Madre badessa Fornero vuole capestro su articolo 18 - «E così la nostra Madre Badessa ministro Fornero ci dice che, anche se non sono d'accordo i contraenti cioè i lavoratori, la riforma dell'art. 18 si farà lo stesso». Lo ha scritto sul suo blog il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
«A scuola ci hanno spiegato che un rapporto di lavoro è un contratto. Un contratto, per definizione, si fa tra due persone sullo stesso piano, che si rispettano. Quindi, ci deve essere un accordo. Signora Madre Badessa, se dice che o si è d'accordo su quel che propone, oppure si fa lo stesso come dice lei, allora non si tratta di contratto ma di un capestro. Soprattutto, e questo lo dico anche ai signori sindacati e ai signori politici della pseudo maggioranza che si riuniscono nottetempo per prendersi un bicchierino a palazzo Chigi: non basta che decidiate voi che cosa fare. Bisogna che i contratti li accettino e li firmino i diretti interessati, se sono d'accordo. Cioè i lavoratori. A prescindere che vi sia o no un accordo tra i partiti, sindacati e imprenditori - ha concluso il leader Idv- ci deve essere un referendum dei lavoratori, attraverso cui poter dire se va bene o meno che qualcuno sottoscriva per conto loro questo contratto. Altrimenti non si tratta di un contratto, ma della voce del padrone che, destra, centro o sinistra, sempre padrone è».

Fioroni: La Cgil rifletta bene, ma il Governo non chieda di più - «Trovare l'accordo è il bene di oggi e domani per il paese e chi non lo sottoscrive si assume le proprie responsabilità. Mi auguro che la Cgil ci rifletta molto ma è importante anche che il governo si renda conto che non deve chiedere di più e che un accordo con le forze politiche e con la più larga condivisione del tavolo, pretendere il più uno significherebbe il male per l'Italia». Così Beppe Fioroni ha commentato la trattativa in corso tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro alla vigilia del decisivo vertice di domani a palazzo Chigi.

Bagnasco: Se la testa dell'azienda emigra quanto resiste il corpo? - «Si dice che bisogna ristrutturare le aziende, e questo spesso è vero; ma la ristrutturazione in sé, senza cercare commesse in Italia e per il mondo non crea lavoro. E allora, ridefinire e risanare - mi chiedo - si riduce ad una operazione di finanza oppure è un impegno di reale sviluppo e quindi di crescita lavorativa? Si dice che importante è non perdere posti di lavoro, ed è già un punto fondamentale; ma se la «testa» di un'azienda emigra, il resto del corpo quanto potrà resistere?». Sono gli interrogativi posti dal card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell'omelia pronunciata alla messa con il mondo del lavoro per la solennità di San Giuseppe lavoratore nella cattedrale del capoluogo ligure.

D'Alema: Superare le astratte contrapposizioni di principio - «In questi giorni i nodi della riforma del mercato del lavoro sono sul tavolo, mai come ora il lavoro di riflessione di Marco Biagi può illuminare, per mettere le persone al centro e superare astratti contrapposizioni di principio». Lo ha detto Massimo D'Alema intervenendo alla commemorazione del giuslavorista a Montecitorio.
«Sono nodi complessi, c'è un dibattito difficile anche nella sinistra, secondo me non basta difendere il contratto collettivo per dare diritti ai giovani, ma è anche vero - ha sottolineato il presidente del Copasir - che è venuto avanti un liberismo estremo che mirava a smantellare tutele e diritti. Il problema è trovare un equilibrio nuovo, per dare una risposta innanzi tutto ai più deboli e ai precari. Questo fu l'impegno centrale di Biagi, questa è la fatica del riformismo».

Profumo: Si sta dando poco peso a rapporto scuola-lavoro - Secondo il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, il tavolo sul lavoro che si sta riunendo in questi giorni a palazzo Chigi «é una cosa molto complessa che speriamo si risolva nel modo auspicato. Io peró penso che non si sia dato il giusto peso al rapporto scuola-lavoro. Eppure - ha sottolineato Profumo - ci sono dei Paesi dove il ministero dell'Istruzione e quello del Lavoro sono lo stesso. Io auspico - ha detto il ministro - che quando sarà concluso questa fase ci sia un momento di riflessione sul ruolo dell'apprendimento e della formazione al lavoro».

Domani in piazza Montecitorio petizione sinistra per Art.18 - «Consideriamo l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori una norma di civiltà. L'obbligo della reintegra di chi viene ingiustamente licenziato è garanzia per ogni singolo lavoratore ed è al tempo stesso il fondamento per l'esercizio dei diritti collettivi delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal diritto a contrattare salario e condizioni di lavoro dignitose». E' il testo della petizione a difesa dell'articolo 18 preparata dalla Federazione della Sinistra (Prc - Pdci) e che domani alle 15, completa delle firme, verrà presentata in piazza Montecitorio per la consegna simbolica alle istituzioni.