16 dicembre 2019
Aggiornato 13:00
La riforma del mercato del lavoro

Lavoro: Fornero, massimo impegno per raggiungere un'intesa

Il Ministro interviene al convegno «TuttoPensioni» organizzato dal Sole 24 Ore: Riforma con il consenso della parti sociali ha più valore aggiunto. Avanti lo stesso? «A lavorare, sì». Pensioni? Capisco l'ansia ma entro il 30 giugno decreto su esodati

MILANO - «Io ho sempre sostenuto che il mio impegno è massimo perchè si raggiunga un'intesa» con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. Lo ha detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero, nel corso del suo intervento al convegno «TuttoPensioni» organizzato dal Sole 24 Ore.
«Credo con molta sincerità - ha aggiunto - che una riforma raggiunta con il consenso delle parti sociali abbia un valore aggiunto che la stessa riforma approvata senza il consenso non ha».
«Capisco che da parte dei sindacati ci sia un attaccamento simbolico a regole e garanzie che fanno parte della loro storia ma le cose cambiano - ha proseguito - Nessuno vuole togliere regole e garanzie in senso punitivo, chiediamo di fare insieme un passo avanti nell'interesse del paese e dei suoi giovani e mi sembra difficile che questa richiesta venga rifiutata».

Avanti lo stesso? «A lavorare, sì» - «A lavorare, sì». Così il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha risposto ai giornalisti uscendo dal dicastero di via Veneto a chi le chiedeva se il governo andrà avanti lo stesso sulla riforma del mercato del lavoro anche in assenza di un accordo con le parti sociali e, in particolare, con i sindacati divisi sul tema dell'articolo 18.

Pensioni? Capisco l'ansia ma entro il 30 giugno decreto su esodati - C'è la volontà del Governo di emanare entro il 30 giugno un decreto che affronti i problemi dei lavoratori cosiddetti esodati.
«Capisco l'ansia di questi lavoratori ma chiedo pazienza fino al 30 giugno, dobbiamo vedere quanti sono inclusi e cosa può succederà - ha detto - Ora siamo concentrati sul lavoro ma entro questa data definiremo i criteri, che siano ispirati all'equità, per utilizzare le risorse stanziate per pensionare i lavoratori esclusi dalla riforma».