28 gennaio 2023
Aggiornato 21:00
Politica monetaria | La guerra dei cambi

Pechino: Stop alla rivalutazione del Renminbi

Fonti della banca centrale cinese: La nostra divisa non è più sottovalutata. Financial Times: Lo scorso mese la Cina ha registrato il maggior deficit commerciale mensile dal 1998

PECHINO - La Cina non considera più la moneta nazionale, il renminbi, significativamente sottovalutata. La possibile svolta nella politica dei cambi di Pechino - che rischia di avere un impatto molto rilevante sulle elezioni presidenziali Usa - giunge da fonti della banca centrale cinese secondo le quali i dati di febbraio della bilancia commerciale, che evidenziano per il Paese del Dragone un pesante deficit, mostrano come il valore della moneta sia oramai prossimo all'equilibrio dopo oltre sei anni di graduale apprezzamento.

«Questo deficit commerciale è un segno positivo che il tasso di cambio del renminbi è vicino al punto di equilibrio», ha detto Yi Gang, vice governatore della banca centrale cinese intervenendo al Congresso nazionale del Popolo, sessione annuale del Parlamento.
I dati governativi pubblicati sabato scorso - riporta il Financial Times - mostrano che lo scorso mese la Cina ha registrato il maggior deficit commerciale mensile dal 1998, con importazioni che hanno sopravanzato le esportazioni di 31,5 miliardi di dollari.
Il presidente statunitense Barack Obama finora ha seguito il solco tracciato dal suo predecessore George W. Bush rifiutando di definire la Cina come un paese «manipolatore di valute». Ma Mitt Romney, favorito nella corsa alla nomination repubblicana, ha già detto che metterebbe l'argomento sul tavolo sin dal suo «primo giorno in carica».