29 novembre 2021
Aggiornato 09:30
La crisi del debito sovrano in Europa

BCE, terza settimana con zero acquisti su titoli di Stato UE17

Lo ha riferito la stessa istituzione con la sua relazione settimanale sul Securities Market Program, con dati che smentiscono alcune indiscrezioni di stampa della scorsa settimana, secondo le quali sarebbero stati acquistati bond del Portogallo

FRANCOFORTE - Per la terza settimana consecutiva la Banca centrale europea ha mantenuto fermo il suo programma di acquisti calmieranti di titoli di Stato. Lo ha riferito la stessa istituzione con la sua relazione settimanale sul Securities Market Program, con dati che smentiscono alcune indiscrezioni di stampa della scorsa settimana, secondo le quali sarebbero stati acquistati bond del Portogallo. Invece zero assoluto, come la settimana precedente e quella ancora prima, ha riportato la Bce, e così l'ammontare totale di bond di Eurolandia detenuti è rimasto fermo a 219,5 miliardi di euro.
La Bce aveva riattivato questi acquisti lo scorso agosto, quando la crisi sui debiti pubblici nell'area euro era tornata ad aggravarsi. La rilevanza di queste operazioni si è andata via via attenuando dopo che a dicembre la Bce ha deciso di intervenire tramite nuovi rifinanziamenti agevolati e ultra prolungati, prestiti a tre anni, a favore delle banche (Ltro).

Tassi bond calano grazie a mega prestiti a 3 anni alle banche - Con il passare delle settimane questi maxi rifinanziamenti alle banche hanno indirettamente favorito una netta attenuazione di tensioni e rendimenti dei titoli di stato dei paesi dell'area euro che risentivano della crisi in Grecia. Perché evidentemente gli istituti di credito trovano conveniente reinvestire i fondi che ottengono dalla Bce a tassi dell'1 per cento su titoli di Stato che rendono loro ben di più, come quelli di Italia, Spagna e Belgio.
A dicembre la Bce aveva concesso alle banche rifinanziamenti a tre anni per 489 miliardi di euro, in una seconda operazione a fine febbraio altri 530 miliardi. Intanto i prezzi dei bond statali sono risaliti, i loro rendimenti si sono attenuati ed è venuta meno la motivazione ufficiale che spingeva la Bce a operare con il Smp.
La giustificazione formale di questi acquisti diretti di titoli di Stato era infatti quella di evitare distorsioni alla corretta trasmissione dei parametri della politica monetaria della stessa Bce. Nell'ultimo mese queste operazioni si sono prima ridotte al lumicino, poi azzerate del tutto a livello settimanale, a fronte di un record di acquisti da 22 miliardi di euro nella settimana chiusa il 16 agosto.