29 gennaio 2020
Aggiornato 08:30
Economista americano

Jeffrey Sachs si candida alla presidenza della Banca Mondiale

Presentando la sua candidatura al Washington Post, Sachs ha sottolineato che, «a differenza dei precedenti presidenti della Banca Mondiale, non arrivo da Wall Street nè dal mondo politico americano»

NEW YORK - Jeffrey Sachs si autocandida a guidare la Banca mondiale, chiamata a scegliere entro il prossimo 20 aprile il successore a Robert Zoellick. «Il mio impegno per mettere fine alla povertà mi ha portato in più di 125 Paesi, da capitali megalopoli a villaggi di montagna, da insediamenti nella foresta pluviale ai campi nomadi del deserto. Ora spero mi porti tra la 18esima e la Pennsylvania, alla presidenza della Banca Mondiale - scrive oggi l'economista Usa e direttore dell'Earth Institute sul Washington Post - non vedo l'ora di assumermi questa sfida».

Ho anni di esperienza e «non vengo da Wall Street e dalla politica» - Presentando la sua candidatura, Sachs ha sottolineato che, «a differenza dei precedenti presidenti della Banca Mondiale, non arrivo da Wall Street nè dal mondo politico americano».
«Sono un professionista dello sviluppo economico, un docente e uno scrittore - ha precisato - il mio curriculum dimostra che sostengo i poveri e gli affamati, non i bilanci aziendali o un governo. Ma le soluzioni sono utili a tutti, poveri, aziende, governi e tutti noi, favorendo la creazione di un mondo in cui ci sia più ricchezza, più salute e più sicurezza».