26 gennaio 2020
Aggiornato 12:30
Primo giro di boa in Parlamento

Liberalizzazioni, ok del Senato ma scoppia «pasticciaccio» banche

Con una mossa a sorpresa, proprio mentre si stava svolgendo il voto di fiducia, il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, ha convocato una conferenza stampa e annunciato le dimissioni del comitato di presidenza per protestare contro le misure contenute nel provvedimento

ROMA - Il decreto liberalizzazioni ha compiuto il suo primo e decisivo giro di boa in Parlamento. Il governo ha incassato ieri la fiducia nell'Aula del Senato con 237 voti a favore, 33 voti contrari e 2 astensioni. Ma è scoppiato anche il «pasticciaccio» sulle banche: con una mossa a sorpresa, proprio mentre si stava svolgendo il voto di fiducia, il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, ha convocato una conferenza stampa e annunciato le dimissioni del comitato di presidenza per protestare contro le misure contenute nel provvedimento, che passa ora all'esame della Camera.

Sotto accusa da parte dell'Abi, l'emendamento del Pd (approvato in commissione Industria) che annulla le commissioni bancarie sulle linee di credito. Che la temperatura sull'argomento fosse alta, l'aveva segnalato la dichiarazione del relatore Filippo Bubbico che nella serata di mercoledì aveva assicurato che la norma sarebbe stata cambiata nel maxiemendamento su cui il governo ha poi chiesto e ottenuto la fiducia. Ma, verificato che di modifiche nel maxiemendamento non c'era traccia, l'Abi è passata al contrattacco e, di lì, le dimissioni del comitato di presidenza dell'associazione.
A stretto giro sono arrivate le dichiarazioni dei partiti che sostengono il governo: c'è chi ha fatto notare che in commissione l'esecutivo aveva dato parere favorevole e chi si è detto subito «pronto» come il Pdl a rivedere quanto deciso. Stessa posizione da parte del leader del Pd, Pier Luigi Bersani: «palesemente è uscita una norma, durante una febbricitante discussione notturna, che deve essere corretta, diamo piena disponibilità a correggerla - ha detto - si può fare nel decreto semplificazioni, ma il governo deve pronunciarsi».

Ma nessuno sembra volersi ora accollare la paternità della norma approvata. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, si è limitato a dire che sarà il premier Mario Monti a decidere e ha aggiunto che le dimissioni del comitato di presidenza dell'Abi, sono il «sintomo del grande disagio del settore bancario che è vicino all'economia del Paese». Mentre il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Antonio Catricalà, ha tenuto a sottolineare che se il Parlamento lo vorrà l'esecutivo non si metterà «di traverso» e che c'è già un emendamento al decreto semplificazioni all'esame di Montecitorio.