13 luglio 2020
Aggiornato 22:00
La riforma del mercato del lavoro

Lavoro: Ichino, modello danese. Responsabilizzare gli imprenditori

Il Senatore del PD: Potrebbero finanziarlo con risparmi da azzeramento delle vertenze. E' sempre più chiaro a tutti che oggi il posto fisso a vita esiste soltanto nel settore pubblico

ROMA - Sulla possibilità che l'Italia possa introdurre una riforma del lavoro simile a quella del modello danese, Pietro Ichino, senatore del Pd e autorevole giuslavoralista, interviene con un'intervista a Il Giornale.

Per Ichino, «Nella congiuntura italiana attuale si può realizzare la riforma attraverso una responsabilizzazione degli imprenditori circa la sicurezza economica e professionale dei lavoratori licenziati. L'esenzione dal controllo giudiziale sul motivo economico o organizzativo consentirebbe alle imprese di azzerare il ritardo nell'aggiustamento degli organici, di cui oggi devono farsi carico. Si può dunque pensare che le stesse imprese destinino una parte del risparmio così ottenuto al finanziamento di un trattamento complementare di disoccupazione, con il quale si potrebbe allineare il nostro sistema ai migliori standard nord-europei». E questo, secondo Ichino, per lo stato sarebbe «a costo zero», secondo quanto prevede il suo disegno di legge 1873/2009.

Sul mito italiano del posto fisso, Ichino è categorico: «E' sempre più chiaro a tutti che oggi il posto fisso a vita esiste soltanto nel settore pubblico. La prospettiva normale di un giovane che viene assunto nel settore privato, oggi, è quella di cambiare azienda molte volte nell'arco della sua vita lavorativa».