12 luglio 2020
Aggiornato 19:00
Riforma del mercato del lavoro

Raisi (FLI): Il Governo non si accontenti di riforma al ribasso

Il capogruppo in Commissione Attività Produttive alla Camera: Il nodo è l'articolo 18

ROMA - «La proposta di un contratto unico d'inserimento elaborata da Boeri e Garibaldi, che secondo indiscrezioni di stampa sarebbe all'attenzione del ministro Fornero, rischia di eludere i nodi principali del mercato del lavoro italiano». Lo afferma in una nota il deputato di Fli e capogruppo in Commissione Attività Produttive alla Camera, Enzo Raisi.

«Oggi - sottolinea - il dualismo tra precari e garantiti esiste, oltre che per le inefficienze degli strumenti di welfare, anche per la natura discriminatoria e inefficiente delle protezioni assicurate dall'Articolo 18 a meno della metà dei lavoratori dipendenti. Se, come immaginato dai due economisti, al compimento dei tre anni di lavoro questa clausola dovesse restare in vigore, molte imprese si limiteranno a licenziare i neo-assunti dopo uno, due o proprio alla vigilia dei tre anni».

«Anzitutto - aggiunge Raisi - nell'interesse dei giovani lavoratori precari, si tratterebbe di una riforma al ribasso. Spero che il governo non cada nell'errore di cambiare per lasciare di fatto tutto uguale. Si affronti direttamente il nodo dell'Articolo 18: in Parlamento c'è un'ampia disponibilità a riguardo. In una fase drammatica per l'Italia come quella che stiamo vivendo bisogna avere il coraggio delle riforme difficili, nonostante le opposizioni di parte o di categoria: vale per le liberalizzazioni e a maggior ragione per il mercato del lavoro».