13 giugno 2024
Aggiornato 08:30
Riforma del mercato del lavoro

Lavoro: Camusso, con riforma Fornero licenziamenti più facili

La leader della CGIL: In realtà si vuole precarizzare tutto e noi non siamo d'accordo. Fornero: Preoccupata dalle reazioni sulle mie parole. Bonanni: Non toccare l'articolo 18, pagare di più il lavoro precario. Sacconi: Riforme necessarie. Marcegaglia: No a veti ideologici

ROMA - «Ci annunciano che arriverà la riforma del lavoro, in realtà annunciano licenziamenti più facili». Ad affermarlo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dal palco del presidio a Montecitorio di Cgil, Cisl, Uil e Ugl contro la manovra.
«Scendete dalle cattedre e venite nel mondo a guardare come stanno i disoccupati», ha detto la Camusso. Quello di cui si deve discutere è «come dare una prospettiva» e non va bene pensare che «in nome della paura» per la crisi «qualsiasi ricetta vada bene, non è così. E' necessario ripartire dal lavoro». In «realtà si vuole precarizzare tutto il mondo del lavoro e noi non siamo d'accordo».

Fornero: Preoccupata dalle reazioni sulle mie parole - «La reazione dei sindacati non la capisco, e mi preoccupa anche molto, non sul piano personale, ma per le sue implicazioni per il Paese». Così Elsa Fornero, ministro del Welfare, lasciando Montecitorio ha commentato la reazione dei sindacati alle sue parole sulla possibilità di modificare l'articolo 18.
«Sono rimasta dispiaciuta e sorpresa per un linguaggio che pensavo appartenesse a un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi» soprattutto per «la personalizzazione dell'attacco che non fa merito a chi lo ha condotto», ha aggiunto.
Ciò nonostante, con i sindacati «possiamo vederci a gennaio, ma anche prima; per quanto mi riguarda io non ho preclusioni». Tuttavia, ha osservato, «bisogna che non ne abbiano neanche gli altri».

Bonanni: Non toccare l'articolo 18, pagare di più quello precario - No a toccare l'articolo 18. Ciò che il governo deve fare è pagare di più il lavoro precario. E' questa la sfida del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, commentando l'intervista del ministro del Welfare, Elsa Fornero la quale ha detto che l'articolo 18 non è un totem.
«Sono molto preoccupato - ha detto Bonanni - a 12 ore dall'approvazione della manovra già si aizza su una materia che si sa che crea problemi. Il governo deve far sì che si paghi di più il lavoro flessibile. Sfidiamoci sul fatto che chi è più flessibile si paga di più e chi è meno flessibile si paga di meno. La precarietà è frutto di una flessibilità pagata male».
La stessa posizione espressa oggi in un'intervista sul Corsera dalla leader della Cgil, Susanna Camusso.

Sacconi: Camusso conferma chiusura a necessarie riforme - «L'intervista del segretario generale della Cgil supera la misura della usuale critica politica e conferma la rigida chiusura di questa organizzazione alle necessarie riforme strutturali del lavoro e del modello sociale». Lo dichiara l'ex ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, in una nota. «Pur nella dialettica degli specifici contenuti - aggiunge - esprimo solidarietà al ministro Fornero e incoraggiamento a proseguire lungo la linea concordata con le istituzioni europee».

Marcegaglia: No a veti ideologici - «In una situazione come questa, come ha detto il ministro Fornero non ci sono più totem o tabù». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, parlando dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, a margine di un convegno sull'agenda di riforme in Europa.
La leader degli industriali ha spiegato che la sua associazione si siederà al tavolo «per una trattativa seria e pragmatica» e «con la volontà di lavorare e collaborare» per giungere alla riforma del mercato del lavoro.
Marcegaglia ha affermato che «pensiamo che la riforma del mercato del lavoro vada affrontata con molta serietà. Ci sono rigidità in uscita che non hanno eguali in Europa. In alcuni casi c'è anche eccesso di flessibilità in entrata, che penalizza giovani e donne». Secondo il presidente di Confindustria «vanno rivisti, in parte, gli ammortizzatori sociali».
Il numero uno di viale dell'Astronomia ha osservato che «nella situazione italiana complessa, la riforma del mercato del lavoro va affrontata per tornare a crescere. Non è l'unica da affrontare, ce ne sono altre: liberalizzazioni, innovazione e ricerca».
Sugli ammortizzatori, Marcegaglia ha aggiunto che «non può esserci un disegno che attribuisce solo alle imprese il costo delle indennità. Come in tutti i paesi ci può essere una parte del costo per le aziende, ma per una parte i costi devono essere sussidi di disoccupazioni pubblici».