24 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
La crisi del debito sovrano in Europa

Merkel-Sarkozy: Serve nuovo trattato UE «a tappe forzate»

Sanzioni automatiche, no agli eurobond, vertici mensili dei leader dell'Eurozona. Il duo franco-tedesco punta a chiudere un accordo entro marzo, possibilmente tra tutti e 27 i paesi dell'Unione europea o altrimenti, come più probabile, ristretto ai 17 dell'eurozona

PARIGI - Francia e Germania vogliono spingere «a tappe forzate» i partner dell'area euro ad accettare «un nuovo trattato» sull'inasprimento della disciplina di bilancio. Puntano a chiudere un accordo entro marzo, possibilmente tra tutti e 27 i paesi dell'Unione europea o altrimenti, come più probabile, ristretto ai 17 dell'eurozona. Oggi le due maggiori economie dell'area, con una nuova bilaterale tra il presidente Nicolas Sarkozy e la cancelliera Angela Merkel, stavolta a Parigi, hanno rinsaldato quell'asse con cui da mesi tendono a operare una sorta di primato sulla guida dell'Unione.

Hanno annunciato un accordo «aperto agli altri» che verrà delineato nei dettagli mercoledì, con una lettera al presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy, alla vigilia del Consiglio tra capi di Stato e di governance dell'Ue, da cui sono attesi nuovi passi decisivi contro la crisi sui debiti pubblici nell'area euro. «Bisogna fare il prima possibile», ha avvertito Sarkozy. I due leader ne hanno anticipato parte dei contenuti del loro accordo, definito «ampio», forse a smentita di precedenti indiscrezioni di stampa che parlavano di un compromesso al ribasso.

Intanto bisognerà passare a «sanzioni automatiche» a carico dei paesi che sgarrano i parametri chiave sui conti pubblici, un sistema più drastico del rafforzamento della governance Ue che è stato recentemente concordato. Viene poi proposto di tenere ogni mese una riunione a livello di capi di Stato e di governo dell'area euro, «fin quanto proseguirà la crisi sui debiti». E' stata invece stroncata l'ipotesi di eurobond. «Siamo contrari», ha tagliato corto la Merkel. «Non rappresentano in alcun caso la soluzione», gli ha fatto eco Sarkozy.
In cambio tuttavia la cancelliera sembra aver lasciato cadere le pressioni sull'insidioso concetto di «coinvolgimento dei privati» agli aiuti ai paesi in difficoltà. E questo potrebbe rimuovere dall'orizzonte diverse incognite.

Cala la tensione sui mercati - Intanto le manovre in vista del vertice del 9 dicembre si sono accompagnate da nuovi e netti calmieramenti delle tensioni dei mercati sui debiti pubblici, il tutto sulla scommessa dei mercati che passi in avanti sulle regole comuni possano spianare la strada a interventi più energici della Bce contro le tensioni. Ipotesi suffragate anche da recenti dichiarazioni del presidente della Bce, Mario Draghi, su cui però i due leader oggi si sono ben guardati dal fare ingerenze.