5 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Primo monitoraggio della Coldiretti

Maltempo: Coldiretti, nelle campagne danni per mln di euro

L’Italia frana anche perché quasi il 25 per cento delle campagne negli ultimi 40 anni sono state abbandonate o coperte dal cemento

ROMA - Nelle campagne colpite dal maltempo si contano danni per milioni di euro dovuti all’allagamento dei terreni coltivati a verdure e ortaggi o appena seminati, ma anche alle frane e smottamenti che hanno interessato le strade rurali e nelle zone di collina anche vigneti e frutteti. E’ quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’ondata di maltempo che ha interessato molte regioni a partire dalla Liguria, Toscana e Piemonte.

L’Italia frana – accusa la Coldiretti - anche perché quasi il 25 per cento delle campagne negli ultimi 40 anni sono state abbandonate o coperte dal cemento. Un territorio grande come due volte la regione Lombardia per un totale di cinque milioni di ettari equivalenti è stato sottratto all'agricoltura, che interessa oggi una superficie di 12,7 milioni di ettari con una riduzione del 25 per cento negli ultimi 40 anni. Il rapido processo di urbanizzazione e cementificazione selvaggia e il progressivo abbandono del territorio non è stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque, ma ora è necessario intervenire per invertire una tendenza che mette a rischio la sicurezza idrogeologica di tutto il Paese, come dimostrano i fatti recenti.

I cambiamenti climatici che si manifestano con un aumento della frequenza di eventi estremi, la maggiore intensità delle precipitazioni e la relativa impossibilità di assorbire l’enorme quantità di acqua che cade in pochi minuti, rappresenta secondo la Coldiretti un mix micidiale che impone una più attenta politica della prevenzione. In altre parole se si continua a «consumare» campagna, sostituendola con zone cementificate e, contestualmente non si creano le condizioni perché l'acqua possa defluire, il risultato – conclude la Coldiretti - non può che essere l’aumento dei rischi per frane ed alluvioni.

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