31 maggio 2020
Aggiornato 06:00
Su internet un mappa per i cittadini

Nucleare: Greenpeace, gli stress test dimostrano gravi mancanze

Potrebbero causare anche alle centrali nuove e più sofisticate perdite radioattive simili a quelle di Chernobyl e Fukushima

ROMA - Gravi mancanze nella sicurezza delle centrali nucleari attive nel mondo: Greenpeace presenta una mappa, visibile all'indirizzo internet http://www.greenpeace.org/eu-unit/en/stress-tests-map, che permette a tutti i cittadini europei di leggere, in maniera semplice, i risultati degli stress test effettuati sulle centrali nucleari. Risultati che, denunciano gli ambientalisti, dimostrano chiaramente che nessuna centrale nucleare è a «sicurezza garantita. Errori umani, problemi tecnici o di organizzazione, disastri naturali o attacchi terroristici, un sabotaggio o atti di guerra potrebbero causare anche alle centrali nuove e più sofisticate perdite radioattive simili a quelle di Chernobyl e Fukushima».

In pratica, analizzando i risultati dei test giunti fino ad ora, Greenpeace denuncia «una analisi incompleta dei rischi e una preoccupante approssimazione sull'analisi dei dati». A seguito del disastro di Fukushima in Giappone, l'Unione Europea aveva chiesto di effettuare una serie di test, da pubblicare entro il 31 ottobre, sulla capacità degli impianti nucleari di resistere ad eventi estremi, quali terremoti, inondazioni, mancanza di elettricità e malfunzionamento dell'impianto di raffreddamento.

A pochi giorni dalla scadenza molti enti nazionali per la sicurezza nucleare - rende noto Greenpeace - non hanno ancora reso pubblici i risultati, nonostante la specifica richiesta dell'European Nuclear Safety Regulators Group che ha progettato i test. Un'analisi preliminare di Greenpeace delle diecimila pagine pubblicate «fino ad ora rivela numerose mancanze. Ad esempio, non sono state analizzate, come era invece previsto, situazioni quali l'occorrenza di danni contemporanei in più reattori, come è accaduto a Fukushima, o l'impatto di un aereo contro una centrale nucleare».

Greenpeace denuncia inoltre «differenze sostanziali» nella qualità dei dati pubblicati dai diversi Paesi. In alcuni Stati, come la Francia, nei quali il controllore nazionale è indipendente da chi possiede le centrali, i test sono risultati più completi e rigorosi. Altri paesi, quali Repubblica Ceca, Svezia e Regno Unito, «hanno pubblicato dati di gran lunga più superficiali e parziali. Clamoroso è il caso della Repubblica Ceca - conclude Greenpeace - che con sei reattori sul proprio territorio ha presentato un rapporto di sole sette pagine. Una presa in giro, se si pensa che la Slovenia, con un solo reattore, ha presentato un rapporto di 177 pagine».

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