5 dicembre 2021
Aggiornato 14:30
Lettera-appello pubblicata dal quotidiano «Il Sole 24 Ore»

L'appello di 100 leader UE: Patto diverso per futuro dell'Euro

Tra i firmatari dell'appello c'è anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Profumo: «La crisi è un'opportunità per il rilancio della moneta unica»

ROMA - «La crisi dell'euro richiede una soluzione, subito. Le attuali misure, insufficienti e tardive, condizionano negativamente la situazione finanziaria globale. L'euro non è certamente perfetto, come ci ha mostrato questa crisi. Ma la soluzione consiste nel correggerlo piuttosto che nel permettergli di minacciare e forse distruggere il sistema finanziario globale». Inizia così la lettera-appello di cento leader europei pubblicata dal quotidiano Il Sole24Ore.
Ex presidenti, capi di governo, ministri degli Esteri e dell'Economia, commissari europei, imprenditori, economisti e intellettuali sollecitano un patto diverso per il futuro dell'euro. Tra i firmatari dell'appello c'è anche il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.
«Facciamo appello ai governi dell'eurozona - si legge nella lettera - affinchè raggiungano un consenso sulla necessità di un accordo giuridicamente vincolante che stabilisca una tesoreria unica che raccolga fondi per l'eurozona nel suo complesso e garantisca che gli Stati membri aderiscano alla disciplina fiscale».
I leader europei chiedono ai governi anche di rafforzare «la supervisione e regolamentazione finanziaria comune e creare un sistema centralizzato di tutela dei depositi all'interno dell'eurozona». E sviluppare «una strategia che produca sia convergenza economica che crescita».

Profumo: «La crisi è un'opportunità per il rilancio della moneta unica» - La crisi dell'euro e il rischio della sua fine sono anche «un'opportunità» da cogliere per il rilancio della moneta unica europea e del progetto stesso di Europa unita. E' il pensiero dell'ex a.d. Di UniCredit, Alessandro Profumo, secondo il quale occorre rilanciare l'euro e «avere più Europa» sia dal punto di vista politico che economico. Perchè «se dovesse saltare la moneta unica salta tutto il progetto europeo e ne pagheremmo il prezzo per le prossime due generazioni. Perciò conta molto quello che succederà nei prossimi giorni e mesi».
«Il saltare dell'euro significherebbe grandi disparità sociali. Se salta sono sicuro che i nostri figli e i loro figli staranno molto peggio di noi», ha aggiunto Profumo, per il quale «siamo davanti a un bivio» e possiamo ancora cogliere l'opportunità di rilanciare l'euro.
Profumo ha poi rilevato che l'eventuale uscita della Grecia dall'euro comporterebbe un effetto a catena, a partire dall'Italia. «Se la Grecia uscisse dall'euro, sarebbe il primo Paese di una serie, perchè il giorno dopo l'Italia sarebbe al centro di movimenti finanziari e manovre speculative che ci spingerebbero fuori dall'euro, perchè se non si riesce a difendere la Grecia non vedo come si possa difendere l'Italia», ha sostenuto.