21 aprile 2021
Aggiornato 00:00
Mercato del gas, tra alleanze e indagini

Grande alleanza per i gasdotti fra Mosca e Pechino. BP punta sull'Azerbaigian

Nel mentre l'UE indaga sulle pratiche anti-concorrenziali delle forniture dall' Europa Est. Gazprom: «Consorzio per gasdotti ucraini non è la priorità». L'Ucraina spera in accordo con la Russia entro fine ottobre

BRUXELLES - La Commissione europea ha annunciato oggi d'aver condotto «ispezioni a sorpresa» nelle sedi locali di compagnie operanti nel settore del gas naturale in diversi paesi d'Europa. La Commissione sta indagando «su presunte pratiche anti-concorrenziali nella fornitura di gas naturale in Europa centrale e orientale».
Le compagnie ispezionate sono «attive nella fornitura, nella trasmissione e nello stoccaggio del gas naturale in diversi stati» europei e la Commissione sospetta che vi siano stati «comportamenti d'esclusione, sotto la forma di una divisione del mercato, ostacoli che impediscono l'accesso alla rete, barriere alla diversificazione dei canali d'approvvigionamento, come anche possibili pratiche di cartello sui prezzi».

Gazprom: «Consorzio per gasdotti ucraini non è la priorità» - Il colosso del gas russo Gazprom ritiene che l'idea dell'Ucraina di creare un consorzio a tre con la Russia e Ue per controllare la rete di gasdfotti ucraina non sia prioritaria. «Questa idea non figura tra le priorità» ha detto il numero uno del colosso del gas russo Alexei Miller. La proposta è stata al centro dei colloqui di sabato tra il presidente ucraino Viktor Yanukovich, il suo omologo russo Dmitri Medvedev e il premier Vladimir Putin, al termine dei quali nulla è filtrato, se nopn che le posizioni sono ora più vicine.
Kiev chiede da tempo la revisione degli accordi di fornitura del gas firmati da Yulia Tymoshenko nel 2009, minacciando il ricorso a un arbitrato internazionale, Mosca sembra intenzionata a non cedere, se non dietro l'adesione di Kiev all'unione doganale Russia, Bielorussia e Kazakistan e la cessione del sistema dei gasdotti. Miller ha detto che Gazprom è «aperta al dialogo e alla ricerca di un compromesso» e che una delegazione ucraina è attesa in settimana a Mosca.

BP valuta una «quarta via» per portare gas dall'Azerbaigian in Europa - Il gruppo britannico Bp e i suoi partner nell'esplorazione del grande giacimento del gas di Shah Deniz, in Azerbaigian valutano la possibilità di creare una «quarta via» di trasporto delle forniture verso l'Europa, che si potrebbe affiancare ai progetti Nabucco, Itgi (Interconnettore Turchia-Grecia-Italia) e il gasdotto trans-Adriatico Tap. Lo si è appreso presso il gigante petrolifero.
Un portavoce del gigante petrolifero, confermando indiscrezioni apparse sulla stampa britannica, ha spiegato che Bp sta considerando «un'altra opzione «possibile», alternativa alle tre già in campo. Tutte queste vie di trasporto puntano a portare il gas in Europa bypassando il sistema di gasdotti russi.
Uno dei principali utilizzatori di questa «quarta via» potrebbe essere il consorzio che gestisce Shah Deniz, nel quale Bp ha una quota del 25 per cento, la francese Total il 10 per cento e la norvegese Statoil il 10 per cento.
La proposta Bp viene mentre si approssima la data limite - ottobre - fissata dal consorzio ai tre progetti per presentare le loro offerte sulle tariffe. L'idea, quindi, potrebbe essere anche un escamotage per far crescere la competizione tra i tre consorzi che gestiscono i gasdotti.
Secondo Bp l'«altra opzione» consisterebbe nella costruzione, sotto il suo controllo e quello dei suoi partner, d'un gasdotto dedicato alla produzione di Shah Deniz. Evitando la Russia, passerebbe per la Turchia e si servirebbe d'infrastrutture già esistenti in alcune tratte. Permetterebbe di servire in particolare la Bulgaria, la Romania, l'Ungheria, la Croazia prima di raggiungere l'Austria. «Il progetto - ha spiegato il portavoce Bp - non è a uno stato avanzato, ma a quello di idea».

Gazprom: Intesa vicina tra Mosca e Pechino su prezzo forniture - Hanno raggiunto un accordo sulla formula per calcolare il prezzo delle forniture di gaas russo alla Cina, superando un grosso ostacolo per l'intesa, attesa da tempo, tra il maggior produttore di gas al mondo e il mercato energetico a crescita più veloce. Lo ha annunciato il numero due di Gazprom Alexander Medvedev, aggiungendo però che resta da stabilire il prezzo di partenza per il calcolo. «La formule è concordata, resta il problema del punto di partenza della formula» ha detto il vicepresidente del colosso del gas russo, secondo quanto riferisce Ria Novosti.
Gazprom vuole dalle consegne in Cina gli stessi ritorni delle forniture all'Europa, e questo secondo fonti vicine al negoziato, significa una differenza di almeno 100 dollari per mille metri cubi con ciò che Pechino vuole pagare. «Speriamo moltissimo che l'evento atteso da tutti, la firma del contratto di fornitura, sia in preparazione» ha detto Medvedev. I negoziati su questa colossale intesa centrata su una forniture fornitura trentennale, che dovrebbe ammontare a circa 70 miliardi di metri cubi all'anno, vanno avanti dal 2009.

L'Ucraina spera in accordo con la Russia entro fine ottobre - l'Ucraina spera di concludere la rinegoziazione dei contratti sulle forniture di gas russo entro fine ottobre. Ci conta il premier di Kiev Mykola Azarov che ha parlato stamani con i giornalisti. «Il nostro obiettivo è di completare il lavoro a ottobre» ha detto Azarov, secondo quanto riferisce Interfax. Ieri Gazprom ha smentito un accordo sulla revisione del prezzo del gas con Naftogaz, la società del gas ucraina, ma un suo portavoce ha ammesso che dopo la visita del presidente ucraino Viktor Yanukovich a Mosca nel weekend le posizioni sono più vicine. «Non ci sono stati accordi tra Gazprom e Naftogaz per la revisione dei contratti» ha detto il portavoce del colosso del gas russo Sergei Kupriyanov. «Tuttavia le parti sono riuscite ad avvicinare le loro posizioni in occasione dei colloqui del weekend a Mosca».
Ieri Azarov aveva detto che la Russia ha acconsentito a riovedere i contratti in essere con l'Ucraina, e annunciato che Mosca è pronta a partecipare a un consorzio a tre con Kiev e Bruxelles per la gestione del sistema di trasporto del gas ucraino. Da tempo Kieve vuole rinegoziare i contratti, stipulati dall'ex premier Yulia Tymoshenko nel 2009, perchè li giudica troppo onerosi. Tymoshenko è sotto processo per abuso d'ufficio per quella firm