16 dicembre 2019
Aggiornato 02:30
Il presidente dell’Abi difende il sistema dopo il declassamento di Standard & Poor's

Mussari: «Le banche sono un punto di forza dell’Italia»

Ma in Borsa si è aperta una nuova giornata nera e il differenziale fra i Btp e i Bund tedeschi sale oltre il livello di guardia dei 400 punti base

ROMA - Il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, cerca di gettare acqua sul fuoco, ma il declassamento dei maggiori istituti di credito italiani ha aumentato, se ce ne fosse stato bisogno, il nervosismo dei mercati. L’assioma al quale si attengono gli operatori è semplice: le banche italiane hanno nella loro pancia montagne di titoli e i titoli italiani risultano ogni giorni meno credibili e quindi vengono più gravati di interessi: conclusione la solidità delle banche italiane oggi è meno garantita.
«Per sette delle banche declassate la valutazione sulla loro affidabilità era molto alta, quindi il ritocco di Standar & Poor avrà effetti insignificanti», ha minimizzato Mussari. Ma i mercati questa mattina sembrano tutt’altro che rassicurati dall’ottimismo del presidente dell’Abi.

Mussari: il declassamento delle banche non avrà gravi conseguenze - La riduzione del rating da parte di Standard and Poor's per sette banche italiane «non determina gravi conseguenze», perchè avevano un giudizio abbastanza alto.
Così il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari ha commentato la decisione di ieri dell'agenzia di rating.
«Consideriamo - ha detto Mussari - che sono sette banche che avevano un rating abbastanza alto per cui la riduzione non determina gravi conseguenze. Per tutte le altre è l'outlook che da neutrale o positivo passa a neutrale o negativo. Poi bisognerà chiaramente leggere con attenzione il rapporto però era nelle cose possibili».

Stiamo ristrutturando il sistema - «Io credo che abbiamo iniziato un percorso come parti sociali, in particolare insieme a Confindustria, Alleanza delle cooperative e Rete Imprese Italia che ha cominciato a individuare una serie di punti indispensabili. In Italia dobbiamo velocizzare tutto quello che riguarda le infrastrutture perchè sono investimenti che portano crescita, non possiamo più tentennare sulle liberalizzazioni».

Ai mercati dobbiamo dare segnali sulle pensioni e sull’uscita dal lavoro - Per Mussari inoltre bisogna operare perchè il patrimonio pubblico «sia reso più fruttuoso e utile alla riduzione del debito. Da ultimo dobbiamo ragionare di pensioni e di ingresso e uscita dal lavoro, dobbiamo dare il segno ai mercati che abbiamo capito qual è la gravità della contingenza e siamo in grado di affrontarla».

La Borsa di Milano in caduta libera - Apertura in pesante ribasso per Piazza Affari che apre la seduta con un calo per l'indice Ftse Mib del 3,02%. L'indice Ftse All Share si attesta invece a -2,71%. Sotto i riflettori i titoli degli istituti di credito dopo che ieri Standard and Poor's ha declassato il rating di 7 istituti tra cui Intesa Sanpaolo e rivisto in negativo l'outlook di altre 8 banche italiane. Le Borse europee sono viste tutte in calo dopo l'allarme di ieri della Fed sui pesanti rischi al ribasso per l'economia.

In forte ribasso tutte le piazze europee - Male tutte le Borse europee. Trascinati al ribasso dall'allarme di ieri della Fed sui pesanti rischi per l'economia, gli indici europei perdono oltre i due punti percentuali. Il Ftse di Londra segna un -2,47%, il dax di Francoforte il 2,78% mentre il Cac 40 di Parigi il -2,73%.

I Btp oltre quota 400 rispetto ai bund tedeschi - Si allarga di nuovo il differenziale tra titoli di Stato decennali italiani e tedeschi, e vola oltre i 410 punti. Secondo Tradeweb Market Data, lo spread tra btp e bund scadenza 10 anni, arriva a segnare 412 punti base, con rendimenti che si attestano a 5,84 per cento per i titoli italiani e all'1,72% per i bund.