24 maggio 2022
Aggiornato 08:00
Gli avvertimenti dell'OCSE

La crisi del debito in Europa potrebbe intensificarsi nuovamente

Gli aumenti degli spread sui bond italiani e spagnoli ha spinto la BCE a intervenire. L'elevata disoccupazione rischia di radicarsi: fare le riforme. Frattini: «L'Ocse ha riconosciuto la serietà dell'Italia»

ROMA - La crisi sui debiti pubblici nell'area euro «potrebbe intensificarsi di nuovo», avverte l'Ocse con un rapporto di parziale aggiornamento delle sue previsioni economiche, notando che «il brusco ampliamento» degli spread di rendimento dei titoli di Stato di Italia e Spagna ha spinto la Bce ad intervenire energicamente sui mercati obbligazionari.
E tra i fattori di rischio sull'economia elencati, l'ente parigino cita anche le tensioni sui bilanci delle banche e su alcuni segmenti di mercato legati ai bond governativi, come i Cds: «se i mercati monetari dovessero bloccarsi - dice il rapporto - la crescita potrebbe risentirne negativamente».

Italia, crescita ferma: Pil III trimestre -0,1%, IV trimestre +0,1% - Crescita economica al palo in Italia nel secondo semestre dell'anno, secondo l'Ocse: l'ente parigino prevede che il Pil segni una contrazione dello 0,1 per cento su base annua nel terzo trimestre, e un più 0,1 per cento negli ultimi tre mesi del 2011. Intanto «la ripresa ha subito un arresto in molti paesi» già nel corso del secondo trimestre, avverte l'Ocse con un parziale aggiornamento delle sue previsioni. I dati sull'Italia sono inferiori a quelli dell'insieme del G7, per cui l'Ocse prevede un più 1,6 per cento del Pil nel terzo trimestre e un più 0,2 per cento nel quarto.
I dati concreti sul primo semestre «si sono rivelati più deboli di quanto prevedevamo a maggio», spiega l'Ocse in riferimento all'ultima edizione semestrale del suo Economic Outlook. «I rischi di un periodo di crescita negativa (recessione) di fronte a noi sono aumentati», ha avvertito il capo economista dell'Ocse, Pier Carlo Padoan presentando il rapporto.
Sugli Stati Uniti l'Ocse prevede un più 1,1 per cento del Pil, sempre su base annua, nel terzo trimestre, e un più 0,4 per cento nel quarto. La Germania è l'altro paese del G7 per cui preveda un Pil negativo durante un trimestre: meno 1,4 per cento nel quarto dopo un più 2,6 per cento nel terzo. Sulla Francia l'Ocse stima un più 0,9 per cento nel terzo trimestre e un più 0,4 per cento nel quarto. Per la Gran Bretagna indica più 0,4 per cento e più 0,3 per cento, mentre sul Canada rispettivamente più 1 e più 1,9 per cento. Il Giappone infine con la ricostruzione del dopo terremoto segnerà un più 4 per cento del Pil nel terzo trimestre, ma poi una crescita a zero nel quarto secondo l'Ocse.

L'elevata disoccupazione rischia di radicarsi: fare le riforme - L'elevata disoccupazione causata dalla crisi economica «rischia di radicarsi», avverte l'Ocse, mettendo in rilievo i forti valori di disoccupazione di lungo termine e i ridotti livelli di riduzione del numero di senza lavoro che si registrano in alcuni paesi dell'area. Con un rapporto di parziale aggiornamento alle sue previsioni economiche, l'ente parigino avverte che «per evitare che la disoccupazione ciclica diventi strutturale sono necessarie riforme sul mercato del lavoro».

Frattini: «L'Ocse ha riconosciuto la serietà dell'Italia» - «La situazione è delicata. Noi contiamo in una ripresa nel quarto trimestre dell'anno, ma è evidente che la crisi tocca tutti»: lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, commentando i dati dell'Ocse. «Quello che a noi interessa è dare una prova di serietà», ha detto Frattini a margine della festa dei giovani del Pdl Atreju 2011, sottolineando che la manovra approvata ieri e le riforme costituzionali decise oggi dal Consiglio dei ministri «hanno meritato all'Italia un riconoscimento di serietà».

Abete: «Problema non di decimali ma di programma di crescita» - Il problema non è un decimale in più o in meno, ma «un programma di crescita che ancora non abbiamo».
E' quanto ha detto il presidente di Bnl ed ex presidente di Confindustria Luigi Abete dopo l'uscita delle previsioni Ocse di un calo del Pil italiano dello 0,1% nel terzo trimestre. Pur non entrando nei dettagli delle stime, Luigi Abete, a margine della presentazione degli eventi milanesi per la commemorazione degli attentati dell'11 settembre, ha sottolineato: «parliamo di trend, dobbiamo avere l'intelligenza di andare oltre i decimali. Il problema vero è che noi dobbiamo avere come Paese un programma di crescita che ancora non abbiamo individuato, perché il ceto politico è compresso nei suoi problemi e concentrato sulle emergenze».
«E' evidente - ha messo in evidenza - che noi abbiamo un problema di crescita ormai strutturale, aggravato dalla congiuntura internazionale. In questo momento il rallentamento diventa più rilevante. Se avevamo una prospettiva di crescita pari alla metà della media europea, è chiaro che, nel momento in cui il mondo rallenta e la realtà finanziaria si complica per i rischi generalizzati sui debiti sovrani, abbiamo un rallentamento. A questo, aggiungiamo una manovra che per raggiungere l'obiettivo del pareggio di bilancio introduce degli elementi ulteriori di contenimento. Con tutto il rispetto per chi ha svolto il lavoro - ha concluso - non ci vogliono gli analisti per capirlo».