20 gennaio 2020
Aggiornato 06:00
Immatricolazioni auto

Fiat, ad agosto vendite in calo: -3,17%

Per il Lingotto la quota di mercato scende al 29,14%. Punto e Panda le più vendute in Italia, Ypsilon al terzo posto. Chrysler: 130.119 auto vendute ad agosto, aumento del 31% su anno

ROMA - Agosto negativo per Fiat sul mercato italiano. Secondo i dati resi noti dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, il Lingotto ha immatricolato 20.491 vetture, in calo del 3,17% rispetto alle 21.162 auto dell'agosto 2010. Per quanto riguarda la quota di mercato, ad agosto segna una discesa passando dal 30,55% dello stesso mese del 2010 al 29,14%.
Secondo i dati della Motorizzazione le immatricolazioni generali ad agosto hanno segnato una ripresa. Sono state pari a 70.307 con una variazione di +1,51% rispetto ad agosto 2010, durante il quale furono immatricolate 69.262 autovetture. A luglio c'era stato un calo del 10,7%.
A luglio il calo delle vendite per Fiat era stato superiore attestandosi all'8,95%. Quanto ai singoli marchi, Alfa Romeo ha immatricolato 2.031 vendite (-2,68%) con una quota di mercato che cala dal 3,01 al 2,89%. Con il marchio Fiat sono state vendute 14.648 auto (-8,19%) per una quota di mercato che passa dal 23,04 al 20,83% mentre Lancia va in controtendenza con 3.812 vetture vendute (+22,18%) e una quota di mercato che sale dal 4,5 al 5,42%.

Punto e Panda le più vendute in Italia, Ypsilon al terzo posto - La quota di mercato, del Gruppo Fiat si è attestata ad agosto al 29,7%, «in linea con quella mesi precedenti». E' quanto riferisce il Lingotto a commento dei dati sulle immatricolazioni diffusi oggi dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che hanno evidenziato un incremento del mercato dell'1,51%, mentre è sceso dell'11,96% nei primi otto mesi dell'anno.
Sono del marchio Fiat, si legge nella nota, «le auto più vendute nel mese (Punto e Panda) con la Ypsilon al terzo posto. Lancia, con una quota del 5,42%, ottiene il miglior risultato degli ultimi 10 anni. Conferme importanti da Alfa Romeo e Jeep.
Fiat Group Automobiles (Jeep inclusa) ha immatricolato ad agosto 20.870 vetture con una quota di mercato del 29,7 per cento. Nel progressivo annuo, le vetture sono state 363.234 (431.939 nei primi otto mesi del 2010) con una quota del 29,72 per cento, sostanzialmente in linea con i risultati dei mesi precedenti».
Va rilevato, spiega il Lingotto, «che le gamme dei brand sono in forte rinnovamento e che, dopo la commercializzazione della Lancia Ypsilon e della Fiat Freemont, al prossimo salone di Francoforte sarà presentata in anteprima mondiale la Nuova Fiat Panda e in autunno arriveranno sul mercato le nuove Lancia Thema e Lancia Voyager». Inoltre, si legge ancora, ««di assoluto rilievo il risultato ottenuto ad agosto dalla Lancia che, con oltre 3.800 vetture vendute, ha ottenuto una crescita dei volumi del 22,18 per cento rispetto all'agosto 2010. La quota del 5,42 per cento è la migliore dall'aprile del 2001 ad oggi. E' la seconda volta consecutiva che quest'anno la casa torinese supera la soglia del 5 per cento. A luglio, infatti, aveva ottenuto la quota del 5,3 per cento».

Chrysler: 130.119 auto vendute ad agosto, aumento del 31% su anno - Chrysler ha riportato ad agosto una crescita nelle vendite del 31 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La casa automobilistica di Detroit ha venduto 130.119 unità, ad agosto 2010 ne aveva vendute solo 99.611. In un comunicato, Chrysler, parte del gruppo Fiat, afferma che si tratta «della migliore performance per il mese di agosto dal 2007».

Fim-Cisl: «Su Mirafiori l'ad Marchionne come il Governo» - «Con la Fiat il 23 dicembre scorso, abbiamo firmato un accordo preciso, approvato dalla maggioranza di lavoratori di Mirafiori - e che prevedeva la costruzione del Suv a Torino. A questo punto si porrebbe il problema dell'affidabilità dei vertici del Lingotto». Lo dichiara in una nota il segretario nazionale della Fim-Cisl, Bruno Vitali.
«Secondo alcune indiscrezioni - prosegue - l'indecisione Fiat sarebbe dovuta al cambio sfavorevole euro dollaro, ma il discorso non regge, visto che oggi siamo sugli stessi livelli di cambio di quando firmammo l'accordo. E anche allora era chiaro che il principale mercato di sbocco per le produzioni di Mirafiori sarebbe stato quello del Nord America».
Vitali aggiunge che «forse Fiat teme che la perdurante crisi economica freni le vendite, ma ciò non è sufficiente, ne giustifica un cambio delle carte in tavola. Se così fosse, dovremmo concludere che Marchionne è vittima della stessa sindrome del Governo che sconfessa il giorno dopo ciò che decide il giorno prima».