25 ottobre 2020
Aggiornato 04:00
Manovra finanziaria

UNC: «Tassiamo la coca-cola»

Massimiliano Dona sposa l'iniziativa del Governo francese che, in occasione della sua manovra finanziaria, «ha deciso di unire l’utile al salutare»

ROMA - «Sarebbe auspicabile tassare quei prodotti alimentari il cui consumo andrebbe moderato per evitare che, a lungo andare, siano causa di pregiudizio per la salute». Con queste parole Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), sposa l'iniziativa del Governo francese che, in occasione della sua manovra finanziaria, «ha deciso di unire l’utile al salutare».

Secondo Dona, infatti, il fatto che certe bevande analcoliche contengano quantità importanti di zucchero (oltre il 10 %) e che un loro abuso possa essere una delle cause dell’obesità, «giustifica strumenti che scoraggino comportamenti alimentari non corretti per limitarne l’acquisto».
L'iniziativa francese (che riguarda non solo la Coca-Cola, ma anche altre bibite zuccherate) è «doppiamente lungimirante» -secondo il Segretario generale dell'organizzazione di consumatori- «perché tiene in considerazione che l’obesità diffusa comporta anche rilevanti costi sanitari; inoltre il nostro Governo, che si trova alle prese con la necessità di reperire risorse, dovrebbe seguire il buon esempio».

«Comunque vada a finire, è doveroso osservare che avevamo visto giusto quando, qualche mese fa, denunciammo la scorrettezza della pubblicità che esortava a portare la Coca-Cola sulle nostre tavole» -afferma l’avvocato Dona, che conclude: «la decisione francese di istituire questa tassa anti-obesità conferma che bere bibite zuccherate a pranzo e a cena può essere dannoso non solo per la linea, ma anche per la salute».