17 gennaio 2021
Aggiornato 19:30
La crisi americana

Bernanke: «La ripresa rallenta. Pronti a intervenire»

Il Presidente della FED: Crescita «modesta» e disoccupazione «straordinariamente alta». Wall Street vira in positivo dopo il discorso. Piazza Affari chiude in calo

NEW YORK - La ripresa dell'economia americana «continua a essere modesta» e il tasso di disoccupazione è «straordinariamente alto» (a luglio al 9,1 per cento), motivo per cui la Federal Reserve è pronta a «fare tutto il possibile» per sostenere la congiuntura. Lo ha detto il presidente della Banca Centrale americana Ben Bernanke parlando dal meeting annuale dei banchieri a Jackson Hole, in Wyoming, senza però fare riferimento a un terzo round di quantitative easing.
«Continueremo a monitorare l'outlook economico alla luce delle informazioni che arrivano man mano e siamo pronti a usare gli strumenti appropriati per promuovere una ripresa più solida in un contesto di stabilità dei prezzi», ha detto.

«La ripresa rallenta» - La ripresa americana procede «a un ritmo inferiore a quanto la Federal Reserve sperava, ma dovrebbe aumentare nella seconda metà del 2011».
A fare da freno, è stata anche «la grande volatilità» che ha travolto i mercati azionari e che «non ha un effetto positivo sui consumi». Hanno pesato anche «una minore propensione al rischio» e il cattivo andamento del mercato immobiliare.
Per quanto riguarda la situazione nel Vecchio Continente, Bernanke si è detto convinto che «le controparti europee comprendono appieno che la situazione è difficile e la posta in gioco alta» e «fiducioso che nel corso del tempo compiranno tutti i passi necessari e appropriati per risolvere i problemi in modo efficace e organico».

Bernanke, che nel 2006 a Jackson Hole usò il suo primo discorso come presidente della Banca Centrale per fare un intervento accademico sulla globalizzazione, negli anni successivi ha optato per considerazioni più puntuali, sulla recessione o sulla crisi finanziaria, precisando le intenzioni della Fed. Nel 2010 aveva preannunciato un secondo round di acquisto di titoli di stato (da novembre 2010 a giugno 2011 la Banca Centrale ha acquistato titoli di stato per 600 miliardi di dollari, mentre tra dicembre 2008 e marzo 2010 aveva comprato più che altro mortgage security per 1.700 miliardi di dollari), mentre quest'anno non ha dato indicazioni in questo senso: «la maggior parte delle strategie a sostegno di un'economia più solida nel lungo termine sono fuori dalla portata della Fed».

Wall Street vira in positivo dopo il discorso Bernanke - Wall Street ha virato in positivo a circa metà della prima parte della seduta, sulla scia del discorso del presidente della Federal Reserve. Il Dow Jones cresce dello 0,41%, a 11.195,61 punti, il Nasdaq avanza dell'1,66% a 2.459,71 punti, e lo S&P acquista lo 0,86% a 1.169,25 punti.
Il prezzo del petrolio prosegue la giornata all'insegna dell'incertezza, oscillando tra deboli perdite e limitati guadagni. Pesa sulle contrattazioni, il risultato del Pil del secondo trimestre, cresciuto soltanto dell'1 per cento. I future sul greggio con scadenza a ottobre sono scambiati a 85,14 dollari, in calo di 19 centesimi rispetto alla chiusura di ieri.

Piazza Affari chiude in calo - Piazza Affari ha limato le perdite ma ha chiuso la seduta in rosso di quasi un punto percentuale in linea con le principali piazze del Vecchio Continente. A pesare sulla seduta è stato l'andamento in calo degli indici europei e di Wall Street, specialmente dopo il discorso del presidente della Fed, Bed Bernanke, da cui il mercato attendeva una risposta sulle misure da porre in atto per far fronte alla difficile situazione economica.
IL Ftse Mib ha terminato le contrattazioni cedendo lo 0,97% a 14.800 punti, Ftse All Share -0,6%, Ftse Star -0,8%.