8 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Politica monetaria

La BCE aumenta i tassi d'interesse all'1,50%

Nonostante le incognite su crescita economica e tensioni bond

FRANCOFORTE - Nuovo aumento dei tassi di interesse nell'area euro, dove a dispetto delle diverse incognite che gravano sull'economia la Banca centrale europea ha operato una manovra restrittiva volta a contrastare i rischi di inflazione, legati ai rincari di petrolio e materie prime. A seguito della riunione del Consiglio direttivo, l'istituzione di Francoforte ha annunciato di aver nuovamente operato un aumento di 0,25 punti percentuali sui tassi, della stessa portata di quello effettuato lo scorso aprile, con cui il principale riferimento sul costo del danaro sale all'1,50 per cento, come atteso dai mercati.

Questo mentre l'inflazione dell'area euro a giugno è rimasta stabile al 2,7 per cento su base annua, al di sopra dell'obiettivo ufficiale della Bce, che la vuole «inferiore ma prossima al 2 per cento» sul medio periodo. I rialzi dei tassi sono il principale strumento con cui le banche centrali possono cercare di contrastare l'inflazione, e nelle passate settimane la Bce ha più volte avvertito che intende evitare che le recenti accelerazioni dei prezzi, legate ai rincari del petrolio, diano vita a pressioni rialziste più generalizzate, magari finendo per coinvolgere anche le rivendicazioni e le dinamiche salariali.
Tuttavia un costo del danaro più elevato, che a cascata si riflette su tutto il credito bancario a imprese e famiglie, tende anche a risultare da freno all'attività economica. E di recente diversi segnali hanno messo in rilievo un possibile indebolimento della ripresa, sia a livello globale che nell'area euro.