20 febbraio 2020
Aggiornato 13:00
Si arresta momentaneamente la corsa rialzista dell'euro

Trichet: Il caro petrolio non ha innescato contraccolpo sui salari

Tuttavia «il rischio è questo», a riprova che l'orientamento della Bce resta quello di mantenere la guardia alta sul caro vita

PARIGI - Si arresta momentaneamente la corsa rialzista dell'euro, dopo che il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet ha lanciato messaggi moderatamente rassicuranti sulla dinamica di inflazione. Per ora non si vedono segnali che possano far pensare all'avvio di una spirale rialzista tra prezzi e salari: Trichet ha infatti affermato che non si ravvedono «effetti di secondo livello» dal caro petrolio. Tuttavia «il rischio è questo», ha aggiunto, a riprova che l'orientamento della Bce resta quello di mantenere la guardia alta sul caro vita. Se in mattinata l'euro aveva superato 1,46 dollari, nel pomeriggio, forse a riflesso di rimodulazioni delle attese dei mercati sui tassi decisi dalla Bce, la valuta dell'Unione si modera a 1,4547 dollari.

Il principale strumento con cui le Banche centrali possono cercare di contrastare l'inflazione è rappresentato dai tassi di interesse ufficiali: si riflettono a cascata su tutto il sistema creditizio e più sono elevati, più costa prendere a prestito il danaro, più indirettamente risultano disincentivati gli aumenti dei prezzi - perche la moneta è percepita avere un maggior valore - e le rivendicazioni di aumenti salariali. Al tempo stesso però i tassi di interesse elevati, frenando il credito tendono anche a limitare gli investimenti delle imprese e l'attività economica. In generale il gioco dei banchieri centrali è quello di tenere il bilancino sui tassi: non troppo alti da frenare l'economia ma nemmeno bassi da far salire fuori scala l'inflazione. Parallelamente, più solo elevati più i tassi di interesse tendono a sostenere una valuta sul mercato dei cambi.

Dopo un lungo periodo in cui ha mantenuto i tassi sull'euro al minimo storico dell'1 per cento, a inizio aprile la Bce ha deciso un incremento all'1,25 per cento, rilevando crescenti rischi di inflazione dovuti ai rincari del petrolio. i mercati e la maggiori parte degli analisti si attendono altri aumenti, fino a salire all'1,75-2 per cento a fine 2011. Tuttavia se solitamente la Bce lascia intuire in maniera abbastanza chiara le sue intenzioni sul costo del danaro per il breve termine, da qui a un mese, sulle strategie più di medio periodo tende a evitare di sbilanciarsi. Oggi Trichet ha ribadito che a marzo «non abbiamo deciso il primo di una serie di rialzi» a catena, ma ha anche precisato che «i mercati sanno che prendiamo sempre le decisioni che sono necessarie a preservare la stabilità dei prezzi». In pratica il numero uno della politica monetaria comunitaria ha ribadito che la Bce deciderà in base all'evoluzione del quadro.