5 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Emergenza in Giappone

Fukushima smantellata, Sarkozy: G20 su nucleare

Iodio radioattivo in mare 4.385 volte superiore alla norma

SENDAI - La centrale nucleare di Fukushima, gravemente danneggiata dal terremoto dell'11 marzo scorso e dal successivo tsunami, deve essere smantellata. La posizione del governo di Tokyo è stata confermata oggi dal primo ministro Naoto Kan alla leadership del Partito comunista giapponese, mentre dal presidente francese Nicolas Sarkzoy arriva la proposta di un «norma di sicurezza internazionale».
L'esecutivo nipponico esclude, almeno per il momento, un allargamento dalla zona di sgombero attorno alla centrale, malgrado le raccomandazioni dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica. «Non credo che sia necessario prendere un simile provvedimento», ha commentato il portavoce del governo, Yukio Edano.

Sarkozy, in visita a Tokyo, ha proposto per il prossimo maggio una riunione delle autorità nucleari dei Paesi del G20, da tenersi a Parigi: «Chiediamo alle autorità indipendenti dei Paesi del G20 di riunirsi, possibilmente a Parigi, per definire una norma di sicurezza nucleare internazionale».

La società Tepco che gestisce la centrale ritiene inevitabile smantellare i primi quattro reattori, i più colpiti dall'incidente seguito al terremoto, una volta completati i difficili lavori di raffreddamento. Finora il presidente onorario del gruppo, Tsunehisa Katsumata, aveva lasciato intendere che i reattori 5 e 6, sopravvissuti alla catastrofe, potrebbero essere risparmiati.
Questa mattina, intanto, la Tepco ha comunicato che un tasso di iodio radioattivo 4.385 volte superiore al limite legale è stato registrato in mare, 300 metri a sud dalla centrale. Secondo quanto spiegato dalla Tepco e dall'Agenzia per la sicurezza nucleare del Giappone, questo tasso di iodio radioattivo si 'diluisce' in mare e non comporterebbe rischi importanti per animali e alghe marine. Secondo altri specialisti, però, potrebbero esserci effetti superiori a quelli ufficialmente annunciati.

E mentre la Cina ha fatto sapere che livelli «estremamente bassi» di radioattività sono stati rilevati in quasi tutto il suo territorio nazionale, il portavoce del governo di Tokyo ha ammesso che «il fatto che il livello di radiazioni al suolo in Giappone sia elevato conduce inevitabilmente a sollevare l'ipotesi di un accumulo di radiazioni a lungo termine potenzialmente pericoloso per la salute pubblica». Anche per questa ragione, il governo giapponese ha assicurato che continuerà «a monitorare il livello di radiazioni con grande attenzione in modo da poter prendere, eventualmente, tutte le misure necessarie».

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