BCE, con l'euro ai massimi da marzo giovedì Consiglio direttivo
La «troika» Juncker-Trichet-Rehn: la Cina rivaluti di più lo yuan
BRUXELLES - L'altalena dei cambi e i balzi dell'euro sul dollaro, ma anche l'artificiale debolezza dello yuan cinese si aggiungono alla lista di problemi sul tavolo delle possibili discussioni alla Banca centrale europea: dalle incertezze sulla ripresa economica, alla pressante necessità di risanare i conti. Dall'inasprimento del patto di Stabilità, volto proprio a cementare la tenuta delle finanze pubbliche, alla perdurante alta disoccupazione, in un contesto di mercato che resta facilmente esposto a improvvise tensioni. A tutto questo si aggiungono nuovi timori sul rafforzamento dell'euro, mentre giovedì a Francoforte torna a riunirsi il Consiglio direttivo della Banca centrale europea.
Oggi, nell'ambito degli incontri delle autorità europee con la Cina, che proseguiranno domani sia il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet e il commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, hanno sostanzialmente chiesto a Pechino di fare di più nel rivalutare lo yuan. «L'evoluzione della moneta cinese non si è rivelata quella che speravamo», ha detto Trichet. Giovedì non sono attese variazioni sui tassi di interesse, da oltre un anno bloccati al minimo storico dell'1 per cento.
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