19 agosto 2019
Aggiornato 15:30
Federauto Trucks

I vecchi veicoli industriali: bombe ecologiche e pericoli pubblici

Per l'ambiente e la sicurezza occorre incentivare il rinnovo del parco circolante dei veicoli pesanti

ROMA – Massimo Tentori, coordinatore di Federauto Trucks, che nell’ambito di Federauto rappresenta gli interessi dei concessionari di veicoli industriali italiani di tutti i brand, ha voluto stigmatizzare alcuni concetti chiave che riguardano gli investimenti in ecologia da parte dei costruttori europei di veicoli industriali.

«Assistiamo a una corsa in avanti negli investimenti in ecologia troppo sollecitata dalle autorità preposte della Comunità Europea. I costruttori stanno destinando risorse finanziarie, mai come oggi così vitali, alla ricerca di compatibilità con nuovi standard ecologici che ormai ben poco possono migliorare l’impatto ambientale già ridottissimo dei moderni veicoli industriali in Euro 5» spiega Massimo Tentori. «Queste sollecitazioni politiche sono sterili, guardano a un futuro lontano e trascurano un presente dove oltre la metà del parco circolante è composto da Euro 0 e Euro 1, vere e proprie bombe ecologiche che viaggiano liberamente sulle nostre strade senza alcun vincolo e penalizzazioni. Infatti, i blocchi del traffico invernali messi in atto da alcune regioni del centro e nord non hanno mai avuto un’applicazione rigida da parte degli organi preposti al controllo penalizzando chi ha investito per mettersi in regola».

Nei dati esposti, Tentori dà dimostrazione di come un veicolo Euro 0 immatricolato da oltre 20 anni possa circolare con le sue 44 tonnellate di peso senza ABS (in ausilio alla frenata), senza limitatore di velocità (che sui moderni veicoli è obbligatoriamente tarato a 85 km/h), senza tachigrafo digitale (vera scatola nera installata su tutti i veicoli di nuova immatricolazione per il controllo dell’attività di guida dell’autista) e soprattutto emettendo una quantità di gas inquinanti pari a quella emessa da oltre 50 veicoli in Euro 5 di pari quintalaggio. «Tutto ciò» continua Tentori «senza alcuna limitazione al traffico o penalizzazione quantomeno nei pesi trasportati e nei costi del veicolo quali pedaggi autostradali, bollo di circolazione, assicurazione... Anche in questo caso chi investe in sicurezza e ambiente non solo non è incentivato ma è addirittura penalizzato rispetto a chi utilizza veicoli che nuociono all’ecologia e sono potenzialmente rischiosi nell’utilizzo».

Ha quindi senso perseguire questa innovazione a ogni costo, quando il parco circolante italiano è obsoleto? Non è forse meglio disincentivare l’utilizzo di questi veicoli altamente inquinanti e certamente poco sicuri per rafforzare gli aiuti a chi investe in prodotti di qualità?

Sono domande legittime a cui Federauto Trucks, in armonia con le associazioni dei trasportatori italiani e dei costruttori di veicoli, vuole con determinazione trovare delle risposte concrete che diano rilancio al sempre più critico e strategico settore italiano dei trasporti.