18 giugno 2021
Aggiornato 15:30
La manovra

Tremonti: no ad una tassa sulle banche

«Valutiamo proposte sulle assicurazioni». Il Ministro si rivolge poi alla Maggioranza: «Manovra umana, evitata macelleria sociale»

ROMA - Nessuna tassa sulle banche, ma disponibilità a valutare proposte di intervento sulle assicurazioni, le cui tariffe in Italia sono più alte rispetto alla media Ue. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso del confronto con la maggioranza al Senato sulla manovra avrebbe escluso categoricamente - secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti alla riunione - la possibilità che si possano prevedere ulteriori balzelli sulle banche, ma avrebbe aperto alla possibilità di valutare proposte sulle compagnie di assicurazioni.

Il ministro avrebbe spiegato che in una situazione di crisi non è opportuno infierire ancora sulle banche che sono già state penalizzati da altri provvedimenti. E soprattutto, il ministro avrebbe paventato il rischio che ulteriori tasse sulle banche si possano poi ripercuotere sui clienti italiani che sono già i più tartassati d'Europa. Quindi, è esclusa ogni ipotesi di 'Robin tax' sulle banche. Sulle assicurazioni, invece, ci sarebbero spazi, perchè le tariffe assicurative in Italia, come ha sottolineato di recente anche l'Isvap, sono «asimmetriche» rispetto alla media europea. Quindi, il ministro avrebbe assicurato alla maggioranza: «Se c'è una proposta sulle assicurazioni sono disposto a prenderla in esame». Tremonti avrebbe però chiarito che gli eventuali risparmi non andrebbero a copertura di nuove misure, ma si aggiungerebbero a quelli già previsti dalla manovra. Intanto, sulle assicurazioni il senatore del Pd Enrico Morando ha già presentato e illustrato un emendamento in commissione Bilancio del Senato.

Inoltre, il ministro, sollecitato da alcuni parlamentari (alla riunione hanno partecipato un nutrito gruppo di senatori del Pdl con il capogruppo Maurizio Gasparri e il vice capogruppo Gaetano Quagliariello, alcuni senatori leghisti e i sottosegretari all'Economia, Alberto Giorgetti, Sonia Viale e il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, e alche alcuni deputati sempre del Pdl) avrebbe condiviso la necessità di prevedere misure per la semplificazione burocratica per le Pmi. Il ministro non avrebbe però parlato dello strumento legislativo che si potrebbe adoperare per veicolare la misura.

Più in generale, il responsabile dell'Economia avrebbe sottolineato la «serietà» e la «solidità» di una manovra dal «volto umano», cioè che sia riuscita ad evitare la «macelleria sociale» come avvenuto in altri paesi, come la Germania che ha tagliato gli stipendi pubblici, mentre in Italia si è sperimentata la formula del congelamento delle retribuzioni. Tuttavia, secondo Tremonti non bastano le leggi a smuovere l'economia. La Gazzetta ufficiale serve, ma non è sufficiente, a volte, avrebbe sottolineato, sono più efficaci alcune operazioni monetarie.

I finiani con Mario Baldassarri in testa avrebbero poi insistito con il ministro sulla possibilità di ottenere risparmi attraverso i tagli ai consumi intermedi. Una strada per il ministro difficile da percorrere perchè con queste risorse vengono finanziate voci importanti come i contratti con le Fs o l'Anas. Secondo alcuni partecipanti, tuttavia, il titolare del Tesoro avrebbe mostrato una piccola apertura su una ridotta parte dei 44 miliardi di euro di risparmi ipotizzati da Baldassari. Una soluzione che avrebbe portato il presidente della commissione Finanze del Senato a incontrare il presidente della Camera Gianfranco Fini per approfondire la questione e verificare come è possibile utilizzare gli eventuali risparmi.

Alcuni esponenti della maggioranza, infine, avrebbero manifestato insoddisfazione su alcune misure, tra queste quella presentata dal relatore sull'accertamento anticipato. Ulteriori approfondimenti sarebbero stati chiesti sul tema della sicurezza, dei certificati verdi e dell'invalidità civile.