24 giugno 2021
Aggiornato 02:00
Editoriale

Formigoni: parleremo solo con Berlusconi

Ma intanto il ministro Tremonti insiste: dalla manovra stessi saldi e stessi soldi

ROMA - Roberto Formigoni non intende parlare più con mediatori governativi e intermediari. Da ora in poi sulla manovra vuole confrontarsi unicamente con il Presidente del Consiglio.
Il Governatore della Lombardia non fa nulla per nascondere il suo disappunto nei confronti dell’emendamento alla manovra finanziaria a firma del parlamentare del Pdl, Antonio Azzolini, che nelle intenzioni del governo avrebbe dovuto venire incontro alla protesta delle Regioni.
«L’emendamento Azzolini è una pezza peggiore del buco» è stato il commento del Governatore.
Formigoni si lamenta soprattutto che dopo l’incontro avuto con Tremonti il ministro «non si sia mosso di un passo».
«Per questo – ha annunciato Formigoni- abbiamo chiesto un incontro con il Presidente del Consiglio. Noi procediamo sapendo che Berlusconi ha manifestato in diverse occasioni, la disponibilità».

Ma intanto il ministro dell’Economia ribadisce che la manovra può essere ritoccata, «ma a parità di saldi e di soldi». Tremonti lo ha ripetuto al termine di un incontro con la maggioranza al Senato.
«Il Paese può stare tranquillo-ha affermato il ministro in risposta alle pressioni che in questi giorni arrivano dai governatori delle Regioni- Il Parlamento sta facendo un molto lavoro serio e molto solido. La Finanziaria uscirà dal Parlamento seria e solida a saldi e soldi invariati».

Sono parole che mal si conciliano con quanto affermato da Formigoni che inoltre ha sottolineato che
«c'è qualcuno che vale di più di un sottosegretario e di un ministro» riferendosi a Paolo Bonaiuti e a Giulio Tremonti. «Io -ha aggiunto- confido in quello che ha detto Berlusconi».
«Siamo disponibili oggi e sempre a sederci responsabilmente a un tavolo per cooperare con il governo. La nostra non è una lotta di contrapposizione, ma volontà di collaborare», ha poi aggiuntato il tiro il governatore della Lombardia per addolcire la pillola.
La verità è che per il Presidente del Consiglio non sarà tanto facile conciliare la fermezza sui conti di Tremonti con le proteste delle Regioni e della Lombardia in particolare.